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La “trappola” siriana

Siria
Mentre la Russia e gli Stati Uniti scommettono sul destino della Siria, è importante ricordare che in ballo non ci sono solo giochi di potenza, ma vite umane

Di Zouheir Kseibati. Al-Hayat (21/09/2016). Traduzione e sintesi di Claudia Negrini.

Il vertice di New York sui rifugiati e i profughi è finito privo di dichiarazioni di intenti. Non verranno salvati 65 milioni di persone, che hanno abbandonato la loro patria e la loro casa, di cui 24 milioni sono rifugiati. Sono vittime della tirannia e delle guerre di sterminio, da cui sono scappati su navi della morte, inseguiti dai terrorismo, dai contrabbandieri e dai trafficati di persone.

Con il collasso della tregua in Siria, aumenteranno le uccisioni e l’emigrazione forzata. Diventeranno orfani bambini i cui diritti sono stata violati nei modi peggiori che l’umanità conosca. In questo non c’è nessuna differenza tra il regime di Damasco e coloro che lanciano bombardamenti, tra questi e tutti i gruppi terroristici. Resteranno come macchia di infamia nell’amministrazione della presidenza di Barak Obama, il quale ha riempito le bocche dei leader del mondo, dall’alto dei podi delle Nazioni Unite, con parole che riecheggiano di concetti come “lotta a Daesh” e “terrorismo”.

Lo zar del Cremlino, intanto, vorrebbe esportare l’imperialismo russo come modello globale. Ma quando tirerà le somme finali e ritirerà le sue truppe, le piazze e i paesi diventeranno enormi parchi giochi dove testare le nuove armi. Anni fa i siriani e i loro figli erano vittime della tirannia, poi sono diventati nemici dei loro stessi alleati, i quali  hanno perpetrato massacri e dopo ancora sono diventati solamente dei numeri, come nota in fondo alla pagina della “lotta al terrorismo”.

Mosca, sfruttando proprio questa lotta, ha giustificato tutto quanto perpetrato dal regime. La domanda dopo il fallimento della tregua è: chi l’ha stroncata e per quale motivo? Con il suo venir meno ha dato la possibilità al Cremlino di affermare di essere stato l’unico a rispettare l’accordo. Il regime è stato sicuramente il primo beneficiario dalla svolta dell’accordo USA-Russia.

Obama pensa che i russi vogliano continuare a proteggere il regime così che possa continuare con la sua guerra di sterminio. Se l’Invasione americana dell’Iraq ha generato Daesh così come gli scandali nella storia democratica americana e la difesa degli Stati Uniti dei diritti dell’uomo, allora il suo opposto, cioè guardare il disastro in Siria senza far nulla, non esonera né i democratici né i repubblicani americani dall’essere improvvisamente diventati ciechi, forse a causa di un virus contratto dalla lobby sionista.

Obama e Putin sono caduti nel tranello reciproco in Siria, scommettendo entrambi sul tempo. Sono state sterminate altre migliaia di persone che il mondo guarda, con le loro miserie, come se si trattasse di un film “noioso”.

L’Europa è in piena crisi identitaria e mette i rifugiati e i profughi sulla ghigliottina. L’America guarda il grande massacro in Siria e la Russia trova ancora un po’ di tempo, abbastanza ampio per fare manovre.

Zouheir Kseibati è il capo dell’ufficio di Beirut del quotidiano panarabo Al-Hayat.

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