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Siria, quel puntare sugli estremisti che danneggia i moderati

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Di Abdulrahman al-Rashed. Al-Arabiya (04/08/2015). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

I tentativi di abbellire il Fronte al-Nusra ed includerlo nel campo rivoluzionario siriano sono falliti, malgrado tutta la sponsorizzazione e le armi che il gruppo ha ricevuto, e nonostante lo si ritragga come meno brutale di Daesh (ISIS). Entrambi i gruppi sono terroristici ed estensioni di al-Qaeda. Daesh è una propaggine di Abu Musab al-Zarqawi ucciso in Iraq, mentre il Fronte al-Nusra segue Ayman al-Zawahiri, l’attuale leader di Al-Qaeda.

Ci sono oggi in Siria tre parti in lotta: il regime ed i suoi alleati, gruppi terroristici come Daesh e il Fronte al-Nusra, e l’opposizione nazionale e moderata, di cui la realtà più grande è l’Esercito Siriano Libero. Tutti e tre hanno chi li sostiene e nel caso del Fronte al-Nusra c’è chi lo ha scelto rispetto a Daesh perché a differenza di questi ultimi non ha trasmesso orribili video ed ha accettato di negoziare. Gli obiettivi del Fronte al-Nusra non hanno nulla a che fare con le richieste sollevate dai siriani nel corso della loro rivoluzione.

Lo scopo di al-Nusra è semmai istituire uno Stato che competa contro Daesh. Se è vero che il Fronte ha ottenuto vittorie militari e le sue operazioni suicide hanno alterato l’equilibrio del potere sul terreno, resta un gruppo terroristico impossibile da domare ed i cui obiettivi non convergono con quelli dell’opposizione siriana che il Fronte considera composta da infedeli e come qualcosa da combattere. Dunque a che serve liberarsi del regime siriano se poi a rimpiazzarlo è un gruppo altrettanto negativo?

Negli scorsi tre anni, l’Esercito Siriano Libero – che ha rifiutato di innalzare slogan di estremismo religioso – è stato marginalizzato. Il Fronte al-Nusra ha giocato con le contraddizioni, sfruttando la sua inimicizia verso il regime siriano per facilitare i propri attacchi contro l’opposizione. I gruppi dell’opposizione moderata sono diventati così vittime delle due parti. Una delle due voleva indebolire i moderati per raggiungere una soluzione politica, l’altra voleva rafforzare l’estremismo per ottenere una rapida vittoria militare. La situazione sul terreno ha dimostrato che entrambe le parti si sono sbagliate.

Indebolire i moderati ha reso più grande il vuoto in Siria:  il regime è semi-collassato sin dal 2012 e governa solo aree che lo sostengono su una base settaria. Il Fronte al-Nusra è stato assediato, motivo per cui ha diretto i suoi sforzi nella lotta all’opposizione siriana, usando la scusa secondo cui quest’ultima sarebbe alleata all’Occidente contro di esso.

Abdulrahman al-Rashed è ex caporedattore del quotidiano Asharq al-Awsat e ex direttore generale di Al-Arabiya.

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Claudia Avolio

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