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Siria: incursioni aeree israeliane

SiriaDi Tariq Alhomayed. Asharq al-Awsat (05/05/2013). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

I messaggi contenuto nei raid israeliani contro la Siria, che hanno avuto luogo venerdì sera e domenica e sono stati confermati dai funzionari americani, sono due. Il primo è che Israele non teme le minacce di Hassan Nasrallah, minacce reiterate in un discorso tenuto lo scorso giovedì. La seconda è che le capacità di difesa di al-Assad non sono poi così significative come erano state descritte dagli americani.

Questa non è la prima volta che un attacco aereo israeliano prende di mira una spedizione di missili avanzati né sarà l’ultima. Il recente attacco aereo sul territorio siriano è stato giustificato esattamente come il precedente, quando Israele colpì un carico di armi ritenuto essere destinato a Hezbollah. Un funzionario del Ministero della Difesa disse alla CNN che Israele avrebbe fatto tutto il necessario per prevenire il trasferimento di armi a organizzazioni “terroristiche”, lo aveva fatto in passato e lo avrebbe fatto, se costretto, anche in futuro.

Questo raid aereo vuol far capire a Hezbollah che Israele non si lascia inquietare dalle minacce di Hassan Nasrallah riguardanti l’impegno degli amici regionali e globali della Siria – Iran e Hezbollah – nel non permettere che il regime di al-Assad venga rovesciato. Naturalmente, questo complica ulteriormente la crisi siriana, ma chi ha detto che non lo fosse già? La situazione attuale è la seguente: al-Assad ha attaccato delle postazioni lungo il confine con la Giordania, Hezbollah ha preso parte all’uccisione di siriani e Israele ha puntato obiettivi da lui scelti all’interno del territorio siriano. Esiste uno scenario possibile più complesso di questo?

Inoltre, il secondo messaggio che può essere letto nel raid aereo israeliano riguarda la necessità di una no-fly zone, oppure sarebbe auspicabile un intervento militare della NATO o di una coalizione, considerato che il sistema di difesa del governo siriano, a dispetto delle osservazioni degli USA, non è poi così affidabile.

Questo secondo messaggio è diretto alla comunità internazionale. Anche se gli aerei israeliani erano al di fuori dello spazio aereo siriano quando hanno sganciato i loro carichi utili, come è stato annunciato, questo significa che gli Stati Uniti e la comunità internazionale hanno la capacità di fermare al-Assad in poche ore. Praticamente l’opposto di quanto attualmente viene detto sui sistemi di difesa del regime.

Non è una semplificazione eccessiva, bensì il tentativo di svelare le esagerazioni che aleggiano intorno alla capacità delle forze aeree di al-Assad. Il regime siriano è come un corpo morto in attesa di essere sepolto, questo è ciò che gli attacchi aerei israeliani hanno dimostrato. Tuttavia la domanda rimane sempre la stessa: cosa aspettano gli americani e la comunità internazionale ad intervenire? Quanto tempo ci vorrà prima che i gruppi che attualmente non sono concentrati in Siria – Al-Qaeda, l’Iran, Hezbollah e Israele – lo diventino?

 

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Ilaria Antoniello

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