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Siria: guerra mondiale?

Siria

Di Nahla Shahal. As-Safir (01/10/2015). Traduzione e sintesi di Claudia Negrini.

Il buon senso è più che sufficiente da solo per riconoscere due cose riguardanti la crisi in Siria, indipendentemente da opinioni politiche, inclinazioni e interessi personali, e cioè che non può esistere una soluzione militare e che non ci sarà soluzione alcuna senza la collaborazione di Russia e Iran.

Chiunque conosca il principio del sistema di Damasco, comprende che è del tipo “fino in fondo”, qualunque siano costi. Inoltre nel Paese esistono reali fazioni locali e politiche, che sono disposte a passare sopra le differenze solo in cambio del controllo della logica della sottomissione e della sconfitta, e solo applicando l’equazione “questa volta potere alla maggioranza” per mantenere i suoi alleati come controparte della democrazia, facendo finta di non sapere che la democrazia, per sua propria natura, ha una maggioranza formata da membri della società civile e non da fronti confessionali o etnici. Qui la maggioranza diventa una minaccia per una o più minoranze, e potrebbe uccidere per mille ragioni diverse, per paura di rappresaglie o per difendere i privilegi.

Tutto ciò ha un solo nome: guerra civile. La devastazione e le cattive conseguenze di tutto ciò sono visibili ovunque.

Geograficamente parlando è evidente che l’Iran faccia parte della regione e la sua “legittimità” nella presa di decisioni supera di molto quella dell’Occidente e la geografia e la storia ce ne danno la prova. La Russia confina con il lato asiatico di Turchia e Iran e perciò è l’Occidente che, in nome della NATO, considerandosi vincitore della Guerra Fredda e ancora prima della Seconda Guerra Mondiale, non ha mai smesso di importunarla nel cortile di casa sua, cioè in quella zona che faceva parte dell’Unione Sovietica o comunque era un satellite che orbitava ai suoi confini: l’ennesimo tentativo di fargliela pagare ancora una volta, dove è possibile.

Strano che siano proprio le grandi scuole di scienze politiche a livello mondiale, quelle che hanno il programma “Studi di Strategia” (e molto di più), a ignorare tali assiomi, considerando l’accanimento dei loro politici verso la stupidità. Nel frattempo il prezzo più alto lo stanno pagando i siriani, afflitti da orrori che sono stati loro imposti. L’accordo raggiunto nei discorsi dei capi americani e russi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è molto più importante delle controversie attuali, gonfiate dai media.

La ricerca di soluzioni sarà ardua e forse lunga, ma la speranza è quella di non fallire, provocando la trasformazione della nostra regione nel palcoscenico di una guerra mondiale, calda o fredda che sia.

Nahla Shahal è una giornalista, attivista, scrittrice e ricercatrice libanese.

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Claudia Negrini

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