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Si rafforza l’asse Cairo-Gaza

Il valico di Rafah aperto per dodici ore al giorno (dalle nove alle ventuno) ed un invito ufficiale da parte di Ismail Haniyeh al presidente egiziano Muhammad Morsi affinché visiti Gaza. Il Cairo e Gaza dialogano come mai hanno fatto fino ad oggi grazie anche alla benedizione della Guida Suprema dei Fratelli Musulmani Muhammad Badie, il quale ha salutato con favore la nuova linea della politica estera egiziana. Meno conciliante la reazione dell’Autorità Nazionale Palestinese che da Ramallah ricorda come “Ismail Haniyeh non sia il legittimo rappresentante del popolo palestinese”. Una critica dovuta in quanto la recente visita di  Haniyeh al Cairo ed i sempre più stretti contatti fra Gaza ed il Cairo mettono in ombra il ruolo ed il prestigio di Abu Mazen.

La nuova linea politica estera egiziana favorisce gli islamisti di Gaza con Hamas che appare oggi più forte rispetto a Fatah potendo godere di un ampio appoggio da parte del nuovo esecutivo egiziano. L’asse Morsi-Haniyeh potrebbe spingere il movimento di resistenza islamico ad assumere un atteggiamento più aggressivo nei confronti degli avversari, assumendo una posizione di forza indiscutibile, ma forse potrebbe anche rappresentare una svolta nella linea politica del movimento palestinese. Hamas potrebbe infatti cogliere l’occasione di un così ampio supporto egiziano per raggiungere risultati politici di rilievo (vedi la riapertura di Rafah) da spendere poi in un confronto elettorale quanto mai prossimo con Fatah. Questa seconda ipotesi, considerando anche il clima generale regionale, sembra al momento la più attendibile. A seguito delle vittorie dei Fratelli Musulmani in Egitto, Tunisia e Marocco una vittoria islamista nelle elezioni parlamentari palestinesi potrebbe non essere rifiutata dalla comunità internazionale sullo stile del 2006 ed Hamas potrebbe così ulteriormente implementare il proprio processo di normalizzazione all’interno delle strutture statali dell’Autorità Nazionale Palestinese. In sostanza Hamas potrebbe evolvere verso un modello “egiziano” con Morsi che, secondo un articolo dell’israeliano Haaretz, potrebbe spingere Hamas verso un graduale disarmo e verso il raggiungimento di una soluzione politica del conflitto con Israele.

di Marco Di Donato

Zouhir Louassini

Zouhir Louassini. Giornalista Rai e editorialista L'Osservatore Romano. Dottore di ricerca in Studi Semitici (Università di Granada, Spagna). Visiting professor in varie università italiane e straniere. Ha collaborato con diversi quotidiani arabi tra cui al-Hayat, Lakome e al-Alam. Ha pubblicato vari articoli sul mondo arabo in giornali e riviste spagnole (El Pais, Ideas-Afkar). Ha pubblicato Qatl al-Arabi (Uccidere l’arabo) e Fi Ahdhan Condoleezza wa bidun khassaer fi al Arwah ("En brazos de Condoleezza pero sin bajas"), entrambi scritti in arabo e tradotti in spagnolo.

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