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Shaykh Burhami: il vecchio ed il nuovo del salafismo egiziano

Articolo di Marco Di Donato.

Presente su moltissimi media arabi, intervistato dai maggiori quotidiani nazionali, ospite di trasmissioni televisive e opinionista di spicco sulla scena politica locale. Lo shaykh Yasser Burhami è indubbiamente uno degli uomini più in vista di tutto l’Egitto. Numero due della imponente Da’wa Salafiyya, ad oggi Burhami sembra aver monopolizzato lo scenario politico islamista specialmente dopo l’incarcerazione di moltissimi Fratelli musulmani e l’azzeramento della leadership vicina al presidente Morsi. Ma chi è Yasser Burhami?

Sappiamo che nasce nel settembre 1958 a Kafr el Dawar, figlio di un ingegnere del nord dell’Egitto. Le note biografiche sulla sua vita sono scarsissime e vanno ricercate esclusivamente in arabo. Il rapporto con il mondo islamista è immediato, considerato che tanto il padre quanto l’amatissimo zio hanno una storia di militanza all’interno della Fratellanza musulmana a causa della quale hanno scontato cinque anni in prigione.  Nel 1982 si laurea in Medicina e nel 1992 ottiene una specializzazione in pediatria. Non a caso sulla sua pagina Facebook c’è scritto: “lo shaykh ed il dottore Yasser Burhami”, a voler sottolineare la sua preparazione in campo medico. Nel 1999 completa i suoi studi ad al-Azhar ottenendo un titolo di specializzazione in studi islamici, sebbene il suo attivismo nel mondo salafita risalga ai primi anni ’80 e, come abbiamo visto, fin dalla più tenera età.

In particolare, il momento in cui la fede si traduce in attivismo risale al 1976, momento di ingresso all’università dove conosce il futuro gruppo fondante della Da’wa Salafiyya. Già all’interno del mondo universitario Burhami si impegnava per mantenere una visione propria, altra rispetto a quella della Fratellanza, giungendo nel 1980 ad un vero e proprio scontro con le organizzazioni studentesche vicine alla storica formazione islamista. Nel mondo salafita Burhami si afferma progressivamente come figura di spicco sino alla nascita di al-Nour e all’appoggio ai militari nell’estate 2013: da quel momento in avanti lo shaykh/dottore Burhami ed il “suo” partito sembrano quasi monopolizzare la scena, tanto che i media internazionali riducono il salafismo esclusivamente alla loro esperienza.

Oggi, in condizioni politiche del tutto diverse ed inedite, Burhami ha mantenuto il suo coerente atteggiamento di avversione nei confronti di Muhammad Morsi e Mahmoud Ezzat (Guida Suprema della Fratellanza dopo l’arresto di Muhamamd Badi’e) divenendo uno dei maggiori avversari dei Fratelli Musulmani. Il nemico perfetto, in grado di attaccare la Fratellanza sul suo stesso terreno, di sottrarre potenziali sostenitori, di attaccare e contrattaccare con lo stesso linguaggio.


Marco di Donato

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