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Shakespeare a Zaatari: i bambini siriani rifugiati e il loro teatro

Di J. A. The Economist (18/02/2014). Traduzione di Claudia Avolio.

In una tenda del campo, impugnando manici di scopa a mo’ di spade, un attore televisivo e alcuni bambini siriani fanno rivivere due opere di Shakespeare nel campo rifugiati di Zaatari, in Giordania. “Re Lear” e “Amleto” sono le pièce scelte dal gruppo: intrighi politici e angosce degli adulti – temi dei due lavori teatrali – sono stati adattati per indagare fatti di lealtà, onesta e libera volontà. “Li abbiamo riportati alle loro origini perché divenissero storie di bambini,” dice Nawar Boulboul, l’attore che ha adattato le pièce per Zaatari.

“In “Re Lear” ci sono molte strade da intraprendere,” continua Boulboul, “Io mi sono concentrato sulla storia principale: un re di una certa età che lascia il regno alle sue figlie. Voglio mettere in luce le lotte tra ipocrisia e onestà, suggerendo che l’onestà è meglio”. Famoso per la sua apparizione nella soap opera siriana “Bab al-Hara”, l’attore riconosce che il 70 percento dei suoi giovani attori non andavano a scuola: li avrebbe fatti recitare solo se avessero promesso di tornare alla loro istruzione.

Boulboul è originario di Homs, la città devastata nella Siria occidentale. Ha lasciato il Paese lo scorso anno dopo che il regime lo ha inserito nella sua lista nera per aver preso parte a manifestazioni. A Zaatari, riceve poco sostegno: è stata dura ottenere una tenda per fare le prove e conta solo sulle donazioni dei singoli. Con 80 mila abitanti, Zaatari è ora la quarta città giordana più grande. I fondi sono pochi e le scuole sono solo tre, con spazi sufficienti per metà dei 25 mila bambini in età scolare che vivono nel campo.

“La generazione è perduta: per tre anni non hanno ricevuto alcuna istruzione,” dice Samir Amari, fattore della provincia siriana meridionale di Daraa, il cui bambino di 13 anni interpreta “Re Lear”. Nessuno dei piccoli aveva mai sentito parlare di Shakespeare, prima. “Il signor Nawar ci ha detto che [Shakespeare] è uno scrittore occidentale,” racconta Wiam Amari che interpreta la figlia più piccola di Re Lear, Cordelia. “Ci ha detto che le storie che scriveva sono molto importanti e bellissime”.

Boulboul dichiara di non avere alcun interesse per la politica, ma nota come “Amleto” rappresenti un commento sul conflitto siriano: “Essere o non essere: è una delle frasi più rilevanti del mondo, per me. Chi sono? Dovrei agire oppure no? Questo si applica alla nostra rivoluzione”.

Qui, la pagina Facebook di Shakespeare a Zaatari, con foto del progetto teatrale

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Claudia Avolio

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