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Securella: l’App per combattere le molestie sessuali nel mondo arabo

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La start-up marocchina collega le donne agli agenti di sicurezza dislocati nelle zone “calde” o a rischio, che sono in grado di intervenire grazie al semplice tocco di un pulsante. La fondatrice, Samia Haimoura, sta progettando di lanciare l'impresa anche in Egitto e in Tunisia.

Di Valentina Primo e Ola Noureldin. CairoScene (07/01/2017). Traduzione e sintesi di Emanuela Barbieri.

securella-stickerIn Medio Oriente e Nord Africa, migliaia di donne sono vittime quotidiane di molestie sessuali; secondo una ricerca di UN Women, il 93 per cento delle donne nell’area MENA ha subito molestie almeno una volta nella vita. Cercando di affrontare l’insicurezza sulle strade e per l’emancipazione delle donne in tutta la regione, la marocchina Samia Haimoura ha lanciato Securella, un’applicazione mobile che permette alle donne di innescare un ‘allarme’ quando si sentono a rischio.

“Permettiamo alle donne in pericolo di connettersi con agenti che intervengano nell’immediato, in cambio di una commissione,” ha riferito Haimoura durante il più grande evento imprenditoriale in Egitto, Riseup Summit, al quale ha partecipato per fare rete e attrarre investimenti per Securella. L’applicazione, recentemente lanciata a Ifrane, in Marocco, offre agli utenti diversi “trigger”, toccando una volta quando si sentono insicuri in una zona determinata, e tre volte quando sono in pericolo reale e hanno bisogno dell’intervento di un agente.

Un solo tocco permette di individuare e registrare nel server la zona “calda”. L’app è anche in grado di suggerire alle donne le strade più sicure da percorrere per andare da un luogo a un altro.

Secondo il Morocco 2016 Crime & Safety Report condotto da OSAC, pubblicato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, le molestie sessuali sono molto diffuse nel paese, sia nelle aree urbane che rurali, dove spesso gli uomini “si danno da fare con fischi, sibili, fissando, urlando, e in alcune occasioni, cercando un inadeguato contatto fisico”. Nel novembre 2016, un programma televisivo su 2M ha fatto scandalo per la messa in onda di un tutorial di trucco ideato per nascondere la violenza domestica dal viso delle donne, rivelando così la frequenza della violenza  in alcuni settori della società marocchina.

All’inizio dell’anno, la ministra marocchina per la Solidarietà, le donne, la famiglia, e lo sviluppo sociale, Bassima Hakkaoui, ha annunciato un secondo progetto di legge anti-molestie sessuali, che stabilisce pene più severe per i responsabili, compresi carcere e multe fino a 10.000 dirhams (circa 1.000€). Ma, secondo Haimoura, la polizia non è particolarmente reattiva nei momenti di pericolo, “non sono incentivati ad aiutare”.

Haimoura, laureata in business e finanza con una passione per i diritti delle donne, crede nella sharing economy come base per concedere alle donne la sicurezza e la libertà di camminare per le strade; un modello che non sarebbe in conflitto, ma in collaborazione con l’infrastruttura nazionale esistente.

Iniziato con 20 agenti intorno all’Università di al-Akhwayn di Ifrane, il servizio è ora gratuito per gli utenti, ma prevede il pagamento di 3-5 $ mensili e l’acquisto di un braccialetto da 30-40 $ per offrire una rapido e facile accesso al pulsante d’allarme.

Questo significa che la sicurezza sarà riservata solo a chi se lo può permettere?

“In questo momento stiamo lavorando con le donne che possono sostenere il nostro servizio, ma in seguito, quando il nostro prototipo funzionerà bene stiamo progettando di includere tutte le donne – in fondo, siamo un social business”, spiega Haimoura. Insieme ai co-fondatori Wolfgang Von Geramb e Anas Zaki, la start-up sta cercando di raccogliere un investimento di 150.000 $ come spinta per espandersi.

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Emanuela Barbieri

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