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Una scuola ebraica nel cuore di Gerusalemme

Elaph (20/03/2014). Traduzione e sintesi di Maryem Zayr.

L’associazione sionista Ateret Cohanim ha deciso di creare una scuola religiosa ebraica nel cuore dell’area occupata di Gerusalemme Est, in linea con gli obiettivi dichiarati dall’organizzazione, finalizzati alla giudaizzazione della sezione orientale della città, che i palestinesi reclamano come capitale del loro Stato.

L’istituto scolastico, situato nel vecchio quartiere Salah Addin, verrà creato in un edificio acquistato dalla società di telecomunicazioni israeliana Bezeq lo scorso anno. L’esercito israeliano era entrato in possesso dell’edificio dopo aver occupato Gerusalemme Est nel giugno del 1967, vendendo in seguito una parte di esso alla società privata di telecomunicazioni. La posizione dell’edificio è alquanto strategica: esso si affaccia su un grande incrocio ed è considerato uno dei più alti edifici della zona. Questa è la prima volta che il controllo dei coloni ebrei si estenda oltre le mura della città di Gerusalemme.

Israele considera l’area di Gerusalemme Est come “capitale eterna e indivisa”, nonostante il fatto che la città sia ancora il fulcro dei negoziati tra israeliani e palestinesi circa quale sarà il suo status finale.

Negli ultimi anni, la Ateret Cohanim ha intensificato gli insediamenti e la giudaizzazione di Gerusalemme e della Città Vecchia grazie all’acquisizione di case arabe in modo illegale e con il sostegno del miliardario ebreo-americano Aervynnag Maskovic. Il direttore generale della Ateret Cohanim, Daniel Luria, ha dichiarato in un’intervista che uno dei suoi obiettivi è quello di “rendere Gerusalemme ‘ebraica’ con una minoranza araba”.

I lavori di ristrutturazione dell’edificio sono condotti da operai di nazionalità araba e da architetti e ingegneri israeliani. Intervistato, un operaio dichiara: “Che cosa possiamo fare? Il più forte vince sempre sul più debole, con chi possiamo lamentarci? Tutta la regione avrà un’influenza negativa”. La presenza dei coloni e dell’esercito, infatti, ha creato uno stato permanente di attrito tra essi e i palestinesi.

L’avvocato Muhannad Jbara, difensore dei palestinesi nelle questioni degli insediamenti e della demolizione delle loro case da parte dei coloni sionisti, si chiede: “Perché nessun arabo ha acquistato l’edificio quando era in vendita? Si contano attualmente circa 200.000 insediamenti israeliani in decine di quartieri di Gerusalemme Est dove vivono 315 000 palestinesi”.

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Roberta Papaleo

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