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Sarà l’alleato principale della Siria il prossimo presidente del Libano?

Di Myra Abdallah. Now Lebanon (26/11/2015). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

La scorsa settimana è stato fatto il nome di Sleiman Frangieh quale candidato alla presidenza del Libano. Frangieh, il leader politico maronita di Zgharta, Libano del nord, non è solo il capo del partito politico Movimento Marada – appartiene anche a una famiglia politica che ha svolto un ruolo importante nella storia del Libano, in particolare nella storia siro-libanese. Una famiglia stretta alleata del regime siriano, un’amicizia nata ai tempi del nonno, che fu presidente del Libano dal 1970 al 1975, è da allora immutata. Tuttavia, le possibilità di Frangieh di essere eletto non sono delle più alte, sia perché ormai è passato oltre un anno da quando la poltrona di presidente è rimasta vacante, sia perché l’essere filo-Assad e membro della Coalizione 8 Marzo non lo dipinge come un presidente che possa riscuotere il consenso di tutti.

Ahmad Fatfat, deputato del Movimento il Futuro, ha detto che se Frangieh riuscirà a riscuotere il consenso di tutti, loro non metteranno il veto alla sua elezione, anche perché continuare a guardare solo al passato non serve a nulla. Il presidente, per il Movimento il futuro, deve proteggere la Costituzione libanese e l’Accordo di Taif e deve essere rappresentativo del popolo libanese. Tuttavia, il modo in cui Sleiman Frangieh possa essere un candidato consensuale non è del tutto chiaro. Inoltre, il nome di Frangieh non è nuovo a questo dibattito.

Bassem al-Shab, sempre del Movimento il Futuro, ha detto che oggi il paese sull’orlo del caos e che la situazione regionale è cambiata drasticamente: l’Iran e l’Arabia Saudita hanno assunto un ruolo secondario rispetto alle potenze internazionali. Inoltre, a livello interno, le posizioni delle Coalizioni 8 Marzo e 14 Marzo sono diventate poco chiare. Pertanto, Frangieh potrebbe essere la soluzione ai problemi del Libano, e poi il suo nome è stato suggerito anche da Bkerke”.

“È noto che Sleiman Frangieh è un alleato del regime di Bashar al-Assad e un grande sostenitore di Hezbollah e della Coalizione 8 Marzo”, ha detto Bayram. “La domanda da porsi è perché [Saad] Hariri ha deciso di fare il nome di Frangieh proprio ora”. Il Movimento il Futuro – e la famiglia Hariri – negli ultimi anni non hanno goduto di buoni rapporti con Sleiman Frangieh. Questo rapporto teso risale al periodo precedente l’assassinio dell’ex primo ministro Rafic Hariri, di cui sono stati accusati Hezbollah e il regime siriano. Tuttavia, il Movimento il Futuro sembra sostenere la candidatura di Frangieh, secondo alcuni perché in ballo ci sarebbe la carica di primo ministro per Saad Hariri. Inoltre, a differenza di Aoun, Frangieh, non è uno che spinge per le riforme.

Al fine di concordare sul nome di un presidente, manca ancora una componente essenziale: i cristiani libanesi. Il partito Kataeb probabilmente non si opporrà a Frangieh, pur di mettere fine a questa fase di stallo. Michel Aoun non sembra aver accettato l’idea, intatnto però Hezbollah ha deciso che Frangieh potrebbe essere il candidato giusto, raccogliendo anche il consenso dei cristiani. Tuttavia, le Forze Libanesi si oppongono a questa proposta, ritenendo la decisione di fare il nome di Frangieh un ingiustificato e incomprensibile errore strategico e per ora ha deciso di non rilasciare ulteriori dichiarazioni a riguardo.

Myra Abdallah è una giornalista, ricercatrice e attivista per i diritti umani.

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Ilaria Antoniello

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