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Sana’a potrebbe essere il cimitero degli Houthi

Di Abdulrahman al-Rashed. Asharq al-Awsat (01/10/2014). Traduzione di Alessandra Cimarosti.

Nel 1948, alcune tribù yemenite assediarono la capitale Sana’a e minacciarono di conquistarla, seguendo le battaglie tra ribelli e le forze dell’imam Yahya. Abdullah al-Wazeer, il leader dei ribelli, viaggiò verso Gedda, cercando l’aiuto del re saudita Abdulaziz. Il sovrano saudita rimproverò al-Wazeer, dicendo che gli spargimenti di sangue portano solamente altri spargimenti di sangue e che parteggiava per i Fratelli Musulmani i quali avevano tradito Yahya e lo avevano ucciso. Il re gli chiese inoltre come poteva definirsi sovrano dello Yemen. Abdelaziz re rifiutò di sostenere i ribelli, nonostante non fosse d’accordo con l’imam. Sana’a fu dunque presa dal figlio di Yahya, l’imam Ahmad, e in Yemen iniziò un nuovo round di guerre.

Sana’a ha sofferto molte cospirazioni e tradimenti negli ultimi sette decenni. Imam Ahmad fu assassinato nel 1961 e suo figlio, al-Badr, assediò la capitale dopo che i ribelli se ne impadronirono. Il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser inviò 70.000 truppe in sostegno dei ribelli, in una guerra che durò circa 8 anni e nella quale Nasser perse circa metà del suo esercito.

Nel frattempo, Israele colpì l’Egitto nel 1967, mentre Nasser stava combattendo contro tribù yemenite. Prima dei tentativi egiziani per ottenere influenza in Yemen, c’erano stati anche quelli degli inglesi e degli ottomani che però avevano fallito, non riuscendo ad imporsi sul Paese.

Questa è una breve storia delle guerre sanguinolente di Sana’a di cui mi servirò per provare a spiegare i recenti eventi che hanno lasciato confuse molte persone. Gli Houthi che hanno preso il controllo della capitale sono un partito tribale che è diventato affiliato agli iraniani negli anni ’90, incoraggiati dall’ex presidente yemenita Abdullah Saleh. Saleh pensava di essere abile abbastanza da poter giocare tre carte allo stesso tempo: i Fratelli Musulmani, gli Houthi e altre tribù. Tuttavia, alla fine, fu deposto in seguito alle proteste di massa del 2011.

L’Iran si vanta della vittoria dei suoi alleati Houthi. Gli analisti e i commentatori che sostengono il regime iraniano, considerano i recenti sviluppi in Yemen la più importante vittoria per l’Iran nella regione, fino ad ora. Ma quando andiamo ad analizzare la caduta di Sana’a nelle mani del movimento degli Houthi, Ansar Allah, ci rendiamo conto che non è cambiato molto in termini geopolitici. Sfortunatamente, aumenta la sofferenza dei cittadini yemeniti che hanno dovuto sopportare un malgoverno per decenni. Gli Houthi non saranno capaci di gestire lo stato yemenita, anche se il presidente stesso fuggisse dal castello e prendessero il sopravvento.

Tre anni fa, lo Yemen fu classificato come uno stato fallito, il che significa ingovernabile. Il governo ha una spesa annuale di 8 miliardi di dollari. Come faranno gli Houthi a pagare il settore pubblico? Anche se ci sono gli impianti petroliferi non riusciranno a produrre abbastanza per pagare tutta la polizia e l’esercito. Se l’Iran volesse inviare le proprie truppe, così come ha fatto in Iraq e Siria, dovrà ricordarsi che lo Yemen è stato il cimitero dei suoi invasori negli ultimi mille anni.

Gli Houthi non saranno in grado di governare lo Yemen se non nel caso in cui otterranno l’approvazione del popolo yemenita, infuriato con loro per aver occupato la capitale e anche a causa dei loro attacchi contro gli sceicchi delle tribù. Non saranno in grado di governare lo Yemen con la loro dottrina politica aberrante o con la loro pretesa di califfato, o con la retorica importata dall’Iran e questo perché niente di tutto ciò ha nulla a che fare con lo Yemen o con le aspirazioni del popolo yemenita.

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