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Ripristino delle relazioni tra Turchia e Arabia Saudita

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Di Mustafa al-Libad. As-Safir (04/01/2016). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio.

La visita della scorsa settimana del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, nel regno saudita ha annunciato l’istituzione di un “Consiglio di Cooperazione Strategica” tra i due Paesi al fine di ampliare la cooperazione militare, di investimenti ed economica tra la Turchia e l’Arabia Saudita. Essa è stata anche indice del ripristino dei rapporti tra i due governi soprattutto dopo il deterioramento dei loro legami nel 2013 e 2014, prima dell’arrivo al trono saudita del re Salman bin Abdulaziz. Di seguito un excursus storico ci permetterà di analizzare i controversi rapporti tra i due Paesi e il rispettivo ruolo nel contesto regionale.

Sin dall’occupazione ottomana della penisola del Hejaz, annessa poi al regno saudita nel 1929, i rapporti tra Turchia e Arabia Saudita sono stati sempre divergenti, anche a causa dei diversi sistemi di governo e dei valori politici che li caratterizzavano: il laicismo di Atatürk contro la monarchia assoluta in Arabia Saudita. All’epoca di Turgut Ozal si ebbero dei cambiamenti nei legami tra i due Paesi, specie quando la Turchia si affacciò al Medio Oriente dal punto di vista economico. Da allora, e soprattutto nel 2002, con l’arrivo al potere in Turchia del Partito Giustizia e Sviluppo le dinamiche che regolavano le relazioni tra Turchia e Arabia Saudita migliorarono. Infatti, venne alleggerito il carattere laico-militare del sistema di governo e il nuovo partito guardava con maggiore attenzione alle questioni mediorientali.

Da parte sua, l’Arabia Saudita affiancò la sua politica alla Turchia al fine di fronteggiare il suo rivale regionale, l’Iran, in particolare dopo l’occupazione dell’Iraq nel 2003. La vera svolta nelle relazioni tra i due Paesi si ebbe con la visita dell’ex re saudita in Turchia nel 2006 e 2007, a distanza di quarant’anni dall’ultima visita del re Faysal nel 1966. La speranza saudita nell’avvicinare la Turchia alla sua politica è stata sempre contrastata dalla cooperazione economica tra Turchia e Iran, nonché dalla riluttanza di Ankara a rompere qualsiasi legame con il suo vicino iraniano in termini economici, politici e strategici. Almeno nel periodo compreso tra il 2002 e il 2011, la Turchia ha ricevuto economicamente dall’Arabia Saudita più di quanto quest’ultima abbia avuto dalla controparte in campo politico.

All’inizio della Primavera Araba, nel 2011, la Turchia aveva sperato in una posizione di leader nella regione, allineandosi ai Fratelli Musulmani che avevano riportato diverse vittorie nella prima fase della rivolta in Tunisia, Egitto e Libia. Tuttavia, l’alleanza tra Turchia e Fratellanza Musulmana preoccupava il regno saudita per timore di una sua marginalizzazione nella regione. La situazione è cambiata però con l’arrivo al trono saudita del re Salman, e con lui sono cambiate anche le priorità del regno: dalla lotta al terrorismo alla lotta contro il rivale iraniano. Il contrasto tra Arabia Saudita e Iran in territorio siriano ha reso la Turchia di nuovo un alleato favorevole per il regno saudita, in modo da usufruire della visuale turca in Siria e Iraq e distruggere l’Iran e i suoi alleati.

Il riavvicinamento tra i due Paesi sembra servire gli interessi di entrambi. Da parte turca, il riavvicinamento a Riyad permetterebbe ad Erdoğan di superare la sua solitudine regionale, ottenere un consenso regionale per le operazioni militari in Siria contro la Russia e combattere i curdi nella regione dell’Eufrate. Al tempo stesso, tale legame migliorerebbe anche l’economia turca, soprattutto in seguito alla svalutazione della valuta nazionale contro quelle estere. Da parte saudita, invece, il regno vuole premere contro il suo rivale, l’Iran, e sa di poter poggiare sul sostegno turco proprio per la sua debolezza economica.

Per concludere, nonostante il contrasto tra i modelli di governo di Riyad e Ankara, le divergenze di opinione circa il futuro della Siria dopo Assad e la rivalità storica tra i due Paesi, appare evidente che la pressione sul loro legame regionale – più degli incentivi economici – contro l’Iran governerà i rapporti tra Turchia e Arabia Saudita fino a nuovo ordine.

Mustafa al-Libad è uno scrittore egiziano e direttore del Centro Orientale sugli studi regionali e strategici al Cairo.

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Roberta Papaleo

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