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Riflessioni sui recenti eventi in Marocco dopo la morte di Mouhcine Fikri

Bandiera del Marocco
Dopo la morte del pescivendolo l'ondata di proteste apre nuovi scenari per il Marocco

Di Ibrahim Harshaoui. Rai al-Youm (14/11/2016). Traduzione e sintesi di Alberto Claudio Sciarrone.

La morte del pescivendolo ambulante Mouhcine Fikri, avvenuta in tragiche circostanze, ha portato ad una serie di reazioni del movimento di protesta 20 Febbraio, attivo sin dall’inizio della primavera araba con l’obiettivo di  ottenere nuove riforme.

Nonostante l’apertura di un’inchiesta per fare luce sull’accaduto le manifestazioni non accennano a placarsi in tutto il paese. Il caso è stato subito paragonato a quello di Mohamed Bouazizi, il giovane tunisino che si suicidò dando inizio alla rivoluzione dei gelsomini.

Le dinamiche infatti sono simili: la polizia che sequestra i beni di sostentamento ai due ambulanti, il vano tentativo di trovare una soluzione, l’esito tragico della vicenda e le aspre proteste che ne seguono. La città di Al-Hocheima, dove Fikri è morto, è inoltre nota storicamente come centro di resistenza contro il colonialismo: fu proprio qui che il comandante berbero Abd el-Krim guidò le sue truppe contro l’attacco dei soldati spagnoli e francesi che volevano occupare questo territorio. Nonostante l’indipendenza del Marocco questa zona è rimasta calda, prova ne sono le proteste contro il potere centrale nel 1958 che portarono a dure e sanguinose repressioni e a migliaia di morti.

In questa regione a nord del Marocco è ancora forte l’identità berbera con la sua cultura, la sua lingua e le sue antiche tradizioni. La morte di Fikri potrebbe risvegliare ancora di più la coscienza e il senso di appartenenza di una parte della popolazione e destabilizzare il Marocco; infatti, durante le ultime manifestazioni, sono apparse sempre più bandiere berbere. Le Nazioni Unite si sono più volte espresse a favore di un maggiore riconoscimento dei diritti degli amazigh e tale questione è stata utilizzata in passato come un’arma dall’Occidente per dividere il paese e per favorire i propri interessi.

Oltre a questa crisi interna, ad aggravare la situazione vi è la cancellazione della visita del presidente egiziano El Sisi senza alcuna spiegazione. Ultimamente fra i due paesi non scorre buon sangue poiché l’Egitto ha ricevuto lo scorso ottobre a Sharm El-Sheikh una delegazione della Repubblica Saharawi, che lotta per ottenere l’indipendenza dal Marocco. Tutte queste vicende non fanno altro che prevedere un periodo complesso per lo Stato maghrebino.

Ibrahim Harshaoui è un giornalista libico.

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Redazione

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