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Ricordando Ghassan Kanafani

ghasan kanafani

Ghassan Kanafani, uno dei più famosi scrittori palestinesi, avrebbe compiuto 79 anni oggi se la sua vita non fosse stata interrotta bruscamente nel 1972, ucciso da un attentato a Beirut.

Fa parte di quel gruppo di autori palestinesi che dall’esilio, conseguente alla Nakba – la “catastrofe” che sancisce la creazione di Israele, lottò per la Palestina soprattutto attraverso la produzione letteraria, che diventò un’arma di combattimento pari a fucili e carri armati.

Kanafani aveva solo 12 anni quando la sua famiglia fu costretta all’esilio e si stanziò dapprima nel Libano meridionale e successivamente a Damasco. Qui iniziò la carriera di insegnante dello scrittore, inizialmente nelle scuole dell’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’assistenza ai profughi, e in un secondo momento in Kuwait, dove insegnò per 5 anni.

Nello stesso periodo cominciò a scrivere e pubblicare i primi racconti brevi, in cui l’interesse letterario prevale su quello politico. Si trasferì poi a Beirut per partecipare in maniera più attiva alla lotta palestinese e diventò parte integrante del giornale Al-Hurriya.

Il primo grande successo, il romanzo con cui è riuscito ad influenzare generazioni intere di scrittori, ma anche di persone, è “Uomini Sotto il Sole”, romanzo breve, di una bellezza senza pari, nonostante la crudezza e l’amaro che lascia in bocca.

Ho avuto la fortuna di assistere nel 2011 ad una rappresentazione teatrale liberamente tratta da quest’opera. Non avevo ancora letto il libro e, pur conoscendo la trama (ma non il finale), non sapevo esattamente a cosa stavo andando incontro. Lo spettacolo si chiamava “Ingannati” e si trattava di teatro narrazione, quindi di un lungo monologo dove l’unico attore, in questo caso Nicola Pannelli, riusciva magicamente a farti vedere la storia semplicemente raccontandotela e interpretando i vari personaggi. Il risultato è stato incredibile! Questa forma di teatro si sposa benissimo con lo stile dell’autore che fa del racconto il suo cavallo di battaglia. Leggendo Kanafani lo si sente raccontare, si percepisce quasi la sua voce mentre ti parla, quindi vederlo rappresentato n questo modo è stato molto emozionante e coinvolgente.

“Uomini sotto il sole” è stato pubblicato per la prima volta in arabo nel 1963, ma di lì a poco lo stile dello scrittore cambiò notevolmente. La data spartiacque è stata il 1967, anno della Guerra dei sei giorni, in seguito alla quale Ghassan Kanafani iniziò a scrivere racconti e produzioni dal carattere più spiccatamente politico, ma allo stesso tempo più ottimisti. Sarà il primo a parlare di Adab al-Muqawwama, letteratura di resistenza, una letteratura impegnata nella lotta e nella difesa del popolo palestinese.

Emblematici di questo periodo sono “Ritorno ad Haifa” e “ Umm Saad”, che Edizioni Lavoro ha deciso di pubblicare insieme l’anno scorso. Il primo racconto, in particolare, è uno dei primi a presentare insieme alla tragedia palestinese anche quella ebraica che, come dice la professoressa Camera d’Afflitto nella prefazione a questa edizione, sono “accomunate da un tragico destino: quando finisce la prima, inizia la seconda”.

 

Buona Lettura!

 


Claudia Negrini

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