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I reali arabi coinvolti nell’inchiesta sulla HSBC

Di Courtney Trenwith. Arabian Business (10/02/2015). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi.

HSBC Swiss LekasL’inchiesta nota come “Swiss Leaks” condotta dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) sulla HSBC Private Bank ha rivelato, tra gli altri, i conti segreti in Svizzera posseduti da molti arabi facoltosi.

Stando alle informazioni, che risalgono al 2006-2007, l’Arabia Saudita aveva trasferito 5,8 miliardi di dollari su conti nascosti della HSBC. Si tratta della somma più ingente proveniente dai Paesi del Medio Oriente, all’undicesimo posto a livello globale. Il secondo conto più cospicuo, di 4,8 miliardi di dollari, apparteneva al Libano, seguito da Egitto, Emirati Arabi Uniti e Turchia, ognuno con 3.5 miliardi di dollari.

Tra i personaggi arabi di spicco risultati proprietari di un conto corrente figura il re giordano Abdullah II, collegato ad un account cliente creato nel 2004 sotto il nome di un ex funzionario di palazzo. Stando all’ICIJ, sul conto è stato depositato un massimo di 41,8 milioni di dollari nel 2006-2007. I file rivelati non specificano il ruolo del sovrano. Secondo gli avvocati, Adbullah II era esente dal pagamento delle tasse e il conto era destinato ad affari ufficiali.

Dai registri della banca emerge che anche il principe saudita Bandar bin Sultan, uno dei membri più anziani della famiglia reale, era cliente della HSBC dal giugno 1999. L’ex ambasciatore negli Stati Uniti, che nel 1985 aiutò a negoziare una vendita di armi per 80 miliardi di dollari dal Regno Unito all’Arabia Saudita, era collegato a quattro account cliente in Svizzera. Uno di questi rimandava a tre conti bancari che nel 2006-2007 ammontavano a 15,6 milioni di dollari. Anche altri membri della famiglia reale saudita erano elencati tra i proprietari di conti correnti.

Nei file spunta poi il nome del principe ereditario del Bahrain, Salman bin Hamad bin Isa al-Khalifa. Il figlio di re Hamad era beneficiario di due account cliente legati a dieci conti correnti, per un totale di 20,9 milioni di dollari nel 2006-2007. Nello stesso periodo il sultano dell’Oman Qaboos, cliente della HSBC dal 1974, aveva quattro account cliente che rimandavano a dieci conti bancari, con un deposito di 44,6 milioni di dollari.

Quanto al re del Marocco Mohammed VI, possedeva cinque conti in Svizzera, su cui erano custoditi 9,1 milioni di dollari. Anche altri membri della famiglia erano clienti della stessa banca. Ad ogni modo, non è chiaro quale fosse il ruolo del sovrano in relazione al conto.

La HSBC, infine, ha aperto 1702 account per 1126 clienti basati negli Emirati Arabi Uniti.

Secondo l’ICIJ, “queste rivelazioni fanno luce sull’intersezione tra crimine internazionale e affari legittimi e ci fanno sapere di più riguardo ai comportamenti potenzialmente illegali o immorali tenuti in questi anni dalla HSBC, una delle banche più grandi al mondo”.

Courtney Trenwith ha frequentato l’Università di Wollongong. Scrive per Arabian Business.

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Roberta Papaleo

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