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Rap: ritmo e liriche della rivoluzione

arabianknightzQuale migliore mezzo della musica per diffondere un messaggio? e se il messaggio è rivoluzionario per gli arabi niente è meglio del Rap. Il Rhytm And Poetry americano negli ultimi anni è entrato di prepotenza nelle preferenze musicali dei giovani arabi.

Durante i giorni delle proteste le canzoni dei rapper echeggiavano nelle piazze e nelle strade delle città, quasi come inni. “Se le persone vogliono la vita, devono alzarsi per difendere i propri diritti”(Jihane), “contro l’ingiustizia , contro l’oppressione, contro la corruzione” (MC Swat), ed ancora “abbiamo vissuto in silenzio per anni, per quanto tempo vogliamo continuare a stare così, come morti?”  (anonimo siriano) con queste liriche i rapper arabi hanno invaso i social networks ed i canali youtube durante le rivoluzioni della primavera araba, tramutando in liriche arrabbiate la frustrazione di queste popolazioni, superando il muro del silenzio che la paura della repressione aveva eretto.

La voglia di raccontare la vita quotidiana nei quartieri popolari del Cairo, nei villaggi palestinesi sotto occupazione o nelle campagne marocchine, per molti giovani non si armonizzava con i ritmi ed i testi romantici della tradizionale musica araba. Le liriche arrabbiate ed i ritmi incalzanti e crudi delle canzoni di Tupac, la rabbia e la forza che trasmettevano i rapper americani, descrivevano, con maggior aderenza alla realtà, la loro vita.

Se state pensando all’hip hop dei bling-bling, siete quindi decisamente fuori strada. Da Deeb a Ibn Thabit, da Shadia Mansour a Narcisyst, questi e molti altri rapper arabi vedono in questo genere musicale un mezzo di diffusione di messaggi politici e sociali, quanto di più lontano ci possa essere dalla voglia di esibizionismo dei divi americani. “Il rap è la nostra CNN” afferma Tamer Nafar membro del gruppo palestinese DAM, “ le nostre canzoni sono influenzate il 30% dalla musica, il 30% dalla letteratura ed il 40% dalla strada”.

Una forma musicale di panarabismo: attraverso il rap i giovani arabi rinsaldano e rimodellano la propria identità nazionale e araba riproponendo in chiave moderna la figura dei cantastorie, Hakawati, simbolo della tradizione. E così Umm Khaltoum, Mahmoud Darwish, il dialetto egiziano ed i versi del Corano si alternano sui ritmi sincopati e incalzanti, sulle liriche in rima e sui testi metaforici della musica rap.

Se è vero quindi che queste canzoni sono riuscite e riescono ancora a fornire un ritratto ed una chiave di lettura delle condizioni politiche e sociali di questi shadia mansourpaese, il loro messaggio va oltre la riproduzione della realtà. “Woman I’m talking to you as I’m woman like you”  con queste parole la rapper libanese Malikah pone tutte le donne davanti un esempio reale di alternativa, di scelta personale che combatte lo stereotipo sociale.

Il modello di una nuova società è questo che i rapper arabi sembrano promulgare, ma loro stessi ricordano che “ la rivoluzione non si fa in una notte” (Deeb).


Silvia Di Cesare

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