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Il Ramadan mette alla prova i giocatori ai Mondiali

Di James Montague. The New York Times (26/06/2014). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Il campionato mondiale ha attirato in Brasile migliaia di fan musulmani – algerini, bosniaci, iraniani, nigeriani, etc. – ed il Ramadan quest’anno inizia in corrispondenza dell’inizio degli ottavi di finale.

Questo mese, tuttavia, sarà molto più complicato per le dozzine di giocatori musulmani ancora in competizione, tra cui il cannoniere francese Karim Benzema e il tedesco Mesut Özil. Con l’umidità e le temperature del Brasile, specialmente sulla costa settentrionale e nell’Amazzonia, l’impossibilità di idratarsi costantemente potrebbe mettere quei giocatori, e la squadra a cui appartengono, in una posizione di svantaggio.

Ron Maugham, professore di nutrizione sportive alla Loughborough University in Inghilterra, ha realizzato un lavoro di gruppo che esaminava gli effetti del diiguno sugli atleti delle Olimpiadi di Londra 2012. Maugham ha scoperto che il digiuno influiva in quelle competizioni che richiedevano grande resistenza, come la maratona, ma che in generale l’entità degli effetti era minima.

Tuttavia, in uno sport complicato e sfaccettato come il calcio è difficile calcolare gli effetti: “Ci sono così tante variabili che sarebbe quasi impossibile mostrarne gli effetti”, ha detto Maugham.

Prima dell’inizio dei mondiali, la FIFA ha commissionato diversi studi sugli effetti del digiuno: “Abbiamo condotto un importante studio con il dottore della Federazione Calcistica Algerina, con risultati positivi”, ha dichiarato il dottor Michel D’Hooge, presidente del comitato medico della FIFA e membro de comitato esecutivo. “Se fatto in maniera intelligente, ci si può adattare perfettamente. Prima del sorgere del sole, ci si può idratare abbastanza da affrontare l’intera giornata”.

L’islam concede alcune eccezion al digiuno di Ramadan, come ai malati o a chi è in viaggio. La squadra di calcio degli EAU ha ottenuto un’esenzione dalle autorità religiose durante le Olimpiadi 2012. È anche possibile recuperare in seguito i giorni di digiuno persi, ma questa è un pratica malvista in Medio Oriente e in parti dell’Africa.

L’Algeria, qualificatasi agli ottavi dopo il pareggio con la Russia, sarà l’unica squadra a essere composta interamente da musulmani a giocare durante il Ramadan.

Mohamed Zeinhom Abdien, custode dell’unica moschea di Rio del Janeiro, si prepara ad accogliere sia i giocatori che i tifosi nelle prossime settimane: “Ogni sera ci sarà l’iftar per tutti, fremo lezioni sul Corano, pregheremo”, ha detto.

Sulla questione del digiuno dei giocatori, è stato chiaro: “Pensano di avere il permesso di non fare il digiuno fino a dopo il campionato, ma alcuni di loro preferiscono farlo anche mentre giocano. Perché? È la religione”, ha detto, concludendo: “È nel cuore  e nella testa”.

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Roberta Papaleo

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