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Il punto sulla Libia: la diplomazia di Macron ha davvero avuto successo?

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Il premier francese è riuscito a fare un enorme passo avanti verso la risoluzione della crisi libica, laddove ONU e Paesi arabi limitrofi hanno fallito

L’pinone di Al-Quds. Al-Quds al-Araby (28/07/2017). Traduzione e sintesi di Raffaele Massara.

Il primo successo di Macron sta nell’aver finalmente fatto sedere ad un tavolo i due principali avversari, il generale Khalifa Haftar, il quale controlla gran parte dell’Est del Paese e gli stabilimenti petroliferi, e il presidente del consiglio, riconosciuto a livello internazionale, Fayez Sarraj, il cui governo si estende nell’Ovest, il quale è riuscito a liberare Sirte dalle truppe che la occupavano (affiliate a Daesh) seppur con gravi perdite.

Il secondo successo sta nell’aver portato le due parti ad un accordo su due questioni: il cessate il fuoco tra i due eserciti e l’indire nuove elezioni durante la primavera dell’anno seguente. In precedenza Haftar è sempre stato reticente su questi due punti.

Tutto ciò si basa sul sostegno francese proprio ad Haftar, già supportato ed apprezzato da altri Stati arabi, Egitto in primis, ma anche dalla Russia. Anche per questo, la sua reputazione è migliorata molto agli occhi della comunità internazionale.

È chiaro che Macron ed il supporto francese abbiano portato una ventata di novità all’interno dello scenario libico, dopo il tentativo di Trump ed le negligenze dell’Unione Europea, il tutto non senza un fondo di opportunismo, sia chiaro.

I risultati di questo connubio (cessate il fuoco ed elezioni) non assicurano che Haftar abbandoni definitivamente i suoi sogni di diventare il nuovo Gheddafi o il nuovo al-Sisi o che, come lo immagina Macron, nasca un compromesso che veda la Libia guidata da Sarraj presidente e Haftar capo delle forze armate.

Va sicuramente riconosciuto che la rinuncia, da parte di Haftar, di prendere il potere mediante l’esercito è già un risultato importante, ma la verità, abilità di Macron a parte, è che il generale sa benissimo di non poter conquistare militarmente l’Ovest del Paese (lì il sostegno di cui gode è scarso), e anche quando si terranno delle elezioni regolari esse rifletteranno il sostanziale equilibrio di forze tra le due fazioni Est-Ovest.

Le ultime dichiarazioni di apertura, da parte di Haftar, riguardo alla parte moderata dei Fratelli Musulmani, non fanno che migliorare ancor di più la sua immagine a livello arabo ed internazionale, ma, ancora una volta, non eliminano il timore che il generale tenti di annientare i suoi avversari e realizzare così i suoi sogni di strapotere.

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