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Una proposta per permettere alle donne saudite di guidare

Zoom 10 ott Donne sauditeHaaretz (09/10/2013). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Sfidando la tradizione perpetuata da un clero profondamente conservatore, le saudite all’interno dell’influente Consiglio della Shura, sorta di “parlamento” del regno, hanno proposto che venga permesso alle donne di guidare.

I sauditi conservatori affermano che lasciar guidare le donne incoraggerebbe una promiscuità incontrollata in pubblico e costituirebbe quindi una minaccia alla moralità pubblica.

In Arabia Saudita non esiste alcuna legge specifica che vieti alle donne di guidare, ma di fatto non possono richiedere la patente e molte di loro sono state arrestate dopo essersi messe al volante con accuse relative all’ordine pubblico e alla protesta politica.

Hanan al-Ahmadi, una delle 30 donne del Consiglio nominate dal re Abdullah nello scorso gennaio, ha dichiarato che la questione delle donne al volante è sorta, in modo apparentemente spontaneo, durante una discussione riguardo l’attività del ministero dei trasporti. “I membri, uomini e donne, discutevano dell’ostacolo relativo agli spostamenti delle donne e della mancanza di un’opzione alternativa, come i trasporti pubblici”, ha dichiarato al-Ahmadi.

Una delle sue colleghe, Latifa al-Shaalan, si è alzata in piedi e ha proposto che il comitato dei trasporti del Consiglio della Shura avrebbe dovuto raccomandare al ministero dei trasporti l’elaborazione di un piano per permettere alle donne di guidare. “Nessuno ha alzato la voce, nessuno si è opposto. Penso che se lo aspettassero. Credo che in seguito abbia ricevuto il sostegno di molti degli altri membri”, ha commentato al-Ahmadi.

Il comitato dei trasporti del Consiglio della Shura deve ora decidere se accettare la raccomandazione e passarla al ministero, cosa che non accadrà prima di alcune settimane.

Si è dibattuto spesso sul divieto nei circoli privati dell’Arabia Saudita, ma raramente se ne è parlato in pubblico e da parte di figure ufficiali.

I leader religiosi non sostengono più, come in passato, che la legge islamica vieti alle donne di guidare. Lo scorso mese, lo sceicco Abdulatif Al al-Sheikh, a capo dei mutawi’in, aveva dichiarato che non esiste nessun testo nella shari’a che proibisca alle donne mettersi al volante.

Abituata a guidare quando viveva da studentessa negli Stati Uniti, al-Ahmadi si è detta contenta della raccomandazione, ma che probabilmente non guiderebbe comunque se venisse permesso. “Chi ha più coraggio di me potrebbe farlo, ma non è una cosa facile: dopo tutti questi anni, siamo programmate a rifiutarlo piuttosto che accettarlo”, ha spiegato.

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Roberta Papaleo

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