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La primavera araba come risposta alla rivoluzione informatica

Di Ibrahim Guraiba. Al-Hayat (10/06/2014). Traduzione e sintesi di Mariacarmela Minniti.

Le società e le classi sociali tendono sempre a realizzare i propri interessi e obiettivi e questi influiscono sulle politiche pubbliche ed economiche. Le tecnologie, le risorse e le opportunità rappresentano sempre uno strumento di influenza e di cambiamento, così la tecnologia non è mera applicazione di una scoperta scientifica, ma progresso socio-culturale che richiede anche contenuti, politiche e valori nuovi. In questa interazione tra le aspirazioni, le risorse e le tecnologie nasce la lotta fra classi e interessi, in senso sociale e politico.

La riforma, in quanto cambiamento in meglio o in direzione di certi obiettivi individuati da nazioni e società, ruota intorno alla consapevolezza della classe media della differenza fra ciò che vorrebbe fosse la realtà e ciò che invece è. Ma perché è la classe media a guidare la riforma? Proprio perché possiede questa consapevolezza, ha interessi fondamentali nella riforma e al fine di proteggere se stessa e i suoi interessi dallo Stato e dalle compagnie si organizza e cerca i mezzi con cui incidere sui mercati e sui governi. Invece le élite dominanti (leader politici ed economici) spesso non hanno alcun interesse nella riforma e nel cambiamento, in quanto traggono vantaggio dallo status quo, oppure li temono per paura di perdere i propri interessi e le conquiste ottenute, che molte volte si basano sulla corruzione, sull’autoritarismo e sulla mancanza di giustizia e libertà. I poveri e i meno istruiti, anche volendo migliorare la loro condizione, spesso non possiedono la consapevolezza necessaria a distinguere i propri interessi, oppure vivono in uno stato di crescente emarginazione che li isola dal mondo circostante, o ancora, pensano che le loro condizioni di vita resteranno immutate, non scorgendo così un orizzonte o una possibile speranza di riforma e di cambiamento.

Tuttavia, internet ha schiuso nuove opportunità alla classe media, ai giovani e alle società in genere. Infatti, in questa rete di risorse sono sorte nuove occasioni, nuovi lavori e nuove capacità di influenza. Il computer, in quanto emulazione dell’uomo e codifica digitale di testi, suoni, immagini, conoscenze e competenze, ha originato un nuovo mondo di risorse, opportunità, professioni e ha dato ampio spazio all’istruzione, alla formazione e alla comunicazione a beneficio di una vasta fascia della società. Grazie al networking e alla rivoluzione delle comunicazioni, è stato possibile mettere a disposizione la conoscenza e il contenuto digitale sulla rete, il che ha permesso a tutti di informarsi, socializzare, diffondere la conoscenza, riunirsi e scambiarsi informazioni.

In questo percorso tecnologico si possono notare trasformazioni radicali nelle relazioni, nelle risorse e nel tipo di influenza: si è passati dall’industria alla conoscenza, dalla gerarchia alla rete, dall’imposizione alla scelta, dalla passività alla partecipazione.

Così la primavera araba può essere vista come un’opportunità emersa dal rapporto dell’uomo con la tecnologia e con internet.

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Roberta Papaleo

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