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Perché la lingua araba fa paura?

calligrafia araba, haqqAutunno 2013. Un liceo dell’Alabama. Tre classi formate con successo, ognuna di 25-30 studenti. La materia? Lingua araba. Cosa c’è di così spaventoso? Molto, secondo alcune famiglie degli studenti che frequentano il liceo. Sembra un enorme anacronismo, eppure il solo fatto di aver attivato per la prima volta dei corsi di arabo è stato sufficiente a scatenare il panico tra alcuni membri della comunità locale. Tanto da spingere la giornalista Sally Pearsall Ericson a scriverne sull’Alabama Media Group.

“Quando si insegna la lingua araba, viene insegnata anche la cultura cui appartiene, e la cultura è interconnessa all’Islam”: Chuck Pyritz, genitore di due ragazzi che frequentano il liceo Daphne High School, parte da premesse sbagliate per giungere a una conclusione inevitabilmente sbagliata. “Stanno cercando di indottrinare i nostri ragazzi con questa cultura,” è quanto aggiunge.

Sembra che pseudo-sillogismi simili si siano diffusi a macchia d’olio nella comunità in questione. Un altro abitante, Micheal Rife, si è spinto ancora oltre commentando: “Non si tratta solo di un’altra lingua, ma di una lingua legata a una religione d’odio”.

Di tutt’altro avviso il sovrintendente del sistema scolastico della zona, Alan Lee, che afferma convinto: “Se consideriamo le lingue del mondo, l’arabo è senz’altro una delle lingue che vorrei i miei ragazzi imparassero, per le opportunità che offre”.

A pensarla così è anche chi ha consigliato al liceo Daphne di aprirsi agli studi internazionali. Si tratta di Brian Heuser, professore universitario, per il quale “quei Paesi che decidono di non avviare lo studio delle lingue, di non accogliere quante più persone da ogni parte del mondo, sono quelli destinati a restare indietro nell’economia globale”.

Heuser fa il punto anche sulle interpretazioni sbagliate che si è portati a fare dell’Islam: “Non tutti i cristiani sono uguali, così come non tutti i musulmani. Nell’Islam c’è uno spettro molto ampio: alcuni si pongono agli estremi, ma la stragrande maggioranza è del tutto pacifica”. Tutte le religioni, continua Heuser, hanno un passato violento, ma è necessario inserirle in un contesto e considerarle nella loro pienezza.

Risposta molto positiva anche dai diretti interessati, gli studenti iscritti ai corsi di lingua araba nel liceo. Secondo la preside Foster, “gli studenti sono davvero entusiasti delle lezioni. Mi fermano all’ingresso o nel mio ufficio per dirmi quanto si stanno divertendo in classe di arabo”. Lodi e apprezzamenti sono rivolti anche e soprattutto all’insegnante che conduce le lezioni, Sanaa El-Khattabi, definita “un’insegnante assai dinamica”.

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Claudia Avolio

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