Palestina Zoom

Perché ho smesso di leggere Mahmoud Darwish?

Di Jaber Jaber. 7iber (09/08/2015). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio.

Ricordo di un periodo infelice della mia vita in cui Mahmoud Darwish era stato l’unico, a livello letterale e culturale, a lasciarmi un segno. Prima di lui, avevo letto dei racconti di poco spessore, avevo apprezzato le poesie di Nizar Qabbani o di Ahmed Matar, e pensavo che queste fossero le sole opere degne di lettura.

È giunta poi l’era di Mahmoud Darwish. Grazie a lui, ho scoperto una parte fondamentale della mia identità, una parte che ha mosso la mia vita per anni.

Ho letto Darwish per un bel po’, affascinato più dalla sua prosa che dalla sua poesia. È stato il mio scrittore preferito prima che mi circondassi di amici i quali, dotati di una vasta cultura, mi avrebbero introdotto a idoli a me ignoti. E questo ha influenzato il mio distacco da Darwish, le cui ragioni possono essere riassunte come di seguito.

Abuso e maggioranza

Un filosofo di cui non ricordo il nome diceva di indietreggiare quando ci si trova nella schiera della maggioranza. Mahmoud Darwish è stato un’icona nazionale palestinese e per tutto il mondo arabo, e non vi era bambino o ragazzo che non avesse ascoltato le sue poesie. Ciò che voglio dire è che è stato un’icona internazionale tanto da abusarne e “volgarizzarlo”. Da qui, la decisione di allontanarsene completamente o andare alla ricerca di simbolismi nella sua poesia non generalizzabili.

Idolatria

Molti intellettuali, soprattutto i più giovani, tentano di distruggere alcuni idoli terrestri, specie se figure letterarie. Ne deriva una serie di accuse su quei simboli universali che io e te abbiamo amato, come nel caso di Darwish, tra cui: il suo invito al dialogo con la sinistra sionista, il suo legame con i leader palestinesi o la più stolta idiozia di sostegno all’assassinio di Naji al-Ali.

Tra autorità e resistenza

Chi è a conoscenza della questione palestinese sa anche dell’uso improprio e della strumentalizzazione del nome di Darwish, citato in quel progetto di Oslo in contrasto con la mia percezione della nazione e del mondo, e con il progetto di liberazione nazionale e internazionale. È stata sfruttata la sua autorità, la sua fama, la sua poesia per parlare di bellezza in un’era decadente.

La jilbab di mio padre

È vero che la poesia di Mahmoud Darwish ha forgiato la personalità dei palestinesi, o perlomento quella di un giovane ventenne destinato a vestire i panni del poeta fino alla morte. Ma l’incapacità della sua poesia di rispondere a domande inquietanti di interesse contemporaneo è stato un ulteriore sintomo di rottura. Era dunque logico e forse opportuno ricercare altri poeti o scrittori che potevano suggerire risposte a quesiti dei nostri giorni.

Per concludere, al di là del contributo che la poesia e la prosa di Darwish hanno avuto sulla nostra identità di palestinesi tanto da rendere impossibile la sua morte, è necessario rendergli la giusta considerazione. Primo, cercare di eguagliarlo e impedire così a qualsiasi autorità di derubarci della sua ricchezza al fine di ogni strumentalizzazione politica. Secondo, considerare Darwish come un poeta e non un Dio.

Jaber Jaber è uno scrittore e blogger. Scrive regolarmente per il portale giordano 7iber.

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Roberta Papaleo

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