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Perché gli Islamisti hanno primeggiato nelle elezioni in Marocco?

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Il discorso politico di Benkirane continua a riscuotere successi nonostante la volontà del Palazzo

Di Ali Anouzla. Al-Araby al-Jadeed (12/10/2016). Traduzione e sintesi di Laura Cassata.

Fin dal suo ingresso nella vita politica del paese, alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, il partito di Giustizia e Sviluppo (PJD) ha continuato a crescere in modo costante. Alla sua prima partecipazione alle elezioni del 1997 ottenne 9 seggi in parlamento, nel 2002 ne conquistò ben 42, fino a giungere ai 125 seggi nelle ultime elezioni del 7 Ottobre. Il partito avrebbe potuto ottenere più seggi se la soglia dello sbarramento elettorale non fosse stata abbassata dal 6% al 3%, aprendo così le porte ai piccoli partiti e distogliendo voti. Inoltre, bisogna considerare i duri colpi assestati al partito da parte dello “Stato profondo”, dalle più alte autorità del paese e dalla campagna di diffamazione mediatica, lanciata dai mezzi d’informazione vicini all’autorità.

Nonostante ciò, e nonostante le decisioni impopolari che il governo ha portato avanti in questi 5 anni, il partito islamista ha ottenuto, ancora una volta, la fiducia di un gran numero di elettori (1.600.000 se si considerano i dati del ministero degli Interni, 1.800.000 secondo i dati del partito).

Una serie di fattori possono spiegare questo successo, soprattutto in un momento in cui molti parlano del declino dell’islam politico nella regione araba.

Innanzitutto, i voti di queste elezioni sono stati dei voti politici al PJD e al suo progetto sociale, che prende l’Islam come riferimento. In secondo luogo, non bisogna dimenticare la grande forza comunicativa del leader Abdelilah Benkirane, che ha dimostrato un forte carisma politico e la capacità di superare prove difficili: ha adottato una politica pragmatica, basata su una riforma graduale dall’interno e che possiede la grande capacità di adattarsi alla realtà. Inoltre, il discorso politico nazionalista con continui riferimenti all’Islam penetra in ampi segmenti della società marocchina. Infine, il partito è riuscito nella costruzione di una potente macchina sia propagandistica che elettorale, in grado di competere con la propaganda dell’autorità e dei suoi organi.

A questo punto, sorge spontanea una domanda: perché gli islamisti vincono in Marocco, mentre negli altri paesi arabi sono in declino? Ciò è dovuto, in primo luogo, alla natura degli avversari all’interno dello stesso gioco politico nel paese La rivalità non si basa sui programmi elettorali, ma su ciò che soggiace dietro le loro volontà. Se la volontà del Palazzo è quella di ridurre l’espandersi degli islamisti all’interno dello Stato e della società, la volontà degli islamisti è quella di ricercare una posizione politica che abbia un prolungamento anche nella società.

Ad ogni modo, le elezioni in Marocco rimango un mero “sondaggio d’opinione” e la volontà del popolo una semplice “informazione”, poiché la volontà reale resta decisiva, definitiva e incontrovertibile.

Ali Anouzla è uno scrittore e giornalista marocchino, direttore del sito Lakome.com.

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Roberta Papaleo

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