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Pellegrinaggio alla sinagoga di Ghriba: è crisi politica in Tunisia

Di Javier Casqueiro. El País (07/05/2014). Traduzione di Alessandra Cimarosti.

Il pellegrinaggio ebraico alla millenaria sinagoga di Ghriba, nell’isola tunisina di Djerba, ha provocato una crisi politica che minaccia la continuità nel governo per i ministri del Turismo e degli Interni. Un acceso dibattito mediatico ha addirittura richiesto l’intervento del presidente per rappacificare gli animi sulle relazioni da sempre conflittuali con gli ebrei. La Tunisia non ha relazioni diplomatiche con Israele; è stata anche sede protetta della Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) tra il 1982 e il 1994.

Ogni maggio, specialmente dalla caduta del presidente Zin el-Abidine Ben Ali nel 2011, migliaia di pellegrini visitano uno dei templi ebraici più antichi: la sinagoga di Ghriba, fondata nel 586 a.C., è visitata durante le feste del Pessach, 33 giorni dopo la Pasqua ebraica. La ministra del Turismo tunisina, Amel Karbul, è stata la prima a collocare il pellegrinaggio tra il 13 e il 18 maggio, in modo strategico per il settore del turismo nazionale. Idea che ha concordato con il presidente della comunità ebraica dell’isola, Perez Trabelsi.

Un gruppo di deputati di vari partiti dell’opposizione però, si è lamentato delle facilitazioni concesse ai turisti israeliani per visitare la zona. A marzo, le autorità del porto di Tunisi avevano impedito lo sbarco di alcuni passeggeri israeliani di una nave da crociera. La Federazione Tunisina Alberghiera aveva chiesto di far cessare tale polemica.

La ministra non solo ha preso le distanze dall’accaduto, ma ha anche lanciato ai turisti un messaggio positivo di pace, sicurezza e tranquillità da parte di un Paese chiave nel Maghreb. Inoltre, ha chiesto ai ministri degli Interi e degli Affari Esteri di prendere misure necessarie per garantire che i turisti ebrei non abbiano nessun problema durante il pellegrinaggio. Tuttavia, la pace politica non è arrivata.

I gruppi politici tunisini contrari alla “normalizzazione” delle relazioni con Israele si sono riuniti nell’Assemblea Nazionale Costituente per emanare una mozione di sfiducia contro la ministra del Turismo (che era già stata criticata alla sua nomina per aver visitato Israele in passato “per ragioni professionali”) e il ministro delegato degli Interni Ridha Sfar. Hanno inoltre accusato il responsabile della sicurezza di aver fatto delle pratiche, contro la Costituzione, per fare in modo che degli israeliani toccassero terra tunisina.

Gli oppositori hanno raggiunto, per ora, più di un’ottantina dei 217 voti che conta il Parlamento tunisino. Però, per fare in modo che la mozione abbia successo, si devono raggiungere i tre quinti della camera (131 voti a favore).

Il primo ministro tunisino, Mehdi Jomaa, appoggia la sua squadra in questo “falso dibattito”, ironizzando sul “dinamismo” dei suoi promotori e ha assicurato che “tutti i pellegrini ebrei saranno i benvenuti a Ghriba”.

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Roberta Papaleo

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