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Passaggi: “Come fili di seta” di Rabee Jaber

rabee jaber
Dal blog Mille e una pagina di Claudia Negrini

Il coinvolgente romanzo del libanese Rabee Jaber è l’unico della sua produzione a essere stato pubblicato in italiano – da Feltrinelli nel 2011, tradotto da Elisabetta Bartuli e Hamza Bahri. Racconta la storia di Marta, che all’inizio del Novecento decide di andare a cercare il marito negli Stati Uniti, dov’è emigrato, ma che ha smesso di mandare notizie da più di un anno. La storia, nonostante le enormi difficoltà che la nostra protagonista deve affrontare è raccontata con estrema delicatezza e farebbe bene a tutti, in questo periodo più che mai, ricordare che di flussi migratori ce ne sono stati tantissimi nella storia dell’uomo, ma che “l’invasione” tanto minacciata dai media non è mai avvenuta.

Ecco come Jaber descrive un quartiere di New York di quegli anni, chiamato Little Syria:

Se ti capitasse – caro mio lettore – di imboccare per caso uno dei vicoli che si trovano tra Albany Street e Rector Street penseresti di non essere a New York. Noi tutti crediamo di conoscere la nostra città, siamo sicuri che le nostre lunghe peregrinazioni su e giù per Manhattan ce ne abbiano fatto scoprire ogni segreto. Ma non dobbiamo assolutamente illuderci di conoscerla davvero se prima non ci siamo intrufolati in Washington Street e nelle viuzze che da lì si dipanano. Ma tu lo sai, mio caro lettore, che un pezzo di Siria, una parte di Damasco o di Costantinopoli, ha preso su armi e bagagli e ha traslocato – via mare – qui in America? E che adesso si trova a pochi minuti dalle nostre case e dai nostri uffici? Basta che tu prenda il tram della Sixth Avenue sulla Quarantaduesima strada e arriverai a Rector Street in un batter d’occhio. Bene, adesso va’ verso ovest, costeggia un solo isolato, ed eccoti in Siria.

Buona Lettura!