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Palestina: dalla Nakba alla rivoluzione

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L’opinione di Al-Quds. Al-Quds al-Arabi (13/05/2016). Traduzione e sintesi di Giuliana Puccia.

Oggi i palestinesi ricordano l’anniversario della Nakba, quella catastrofe avvenuta in concomitanza con la giornata della fondazione dello Stato di Israele, un evento che ha sconvolto la storia del popolo arabo. La questione ebraica era un affare europeo per esprimere il fenomeno antisemita che aveva prodotto innumerevoli massacri in Russia ed Europa fino all’Olocausto nazista. Il movimento sionista proponeva la risoluzione della questione attraverso la creazione di “un grande ghetto ebraico” al di fuori dell’Europa, lo Stato di Israele.

Tale indirizzo, inerente alla questione ebraica di natura prettamente sionista, prese piede approfittando del sogno delle crociate, che avevano portato all’occupazione della Palestina e delle regioni del Levante più di mille anni fa, e che divenne realtà per la prima volta durante l’insediamento coloniale europeo, in particolare quando l’Imperatore francese Napoleone Bonaparte propose il progetto di insediamento ebraico nella parte occidentale della Palestina.

Questa idea  divenne in seguito una proposta europea, spesso esaltata da coloro a cui gli ebrei non andavano a genio, come  il famoso Arthur Balfour ed il primo ministro Lloyd George, i quali preferivano far ai sionisti questa promessa pur di evitare una possibile alleanza con l’asse tedesco-austriaco durante la Prima Guerra Mondiale.

Successivamente alla Seconda Guerra Mondiale, nonostante gli sviluppi democratici avvenuti in Occidente, gli israeliani continuarono ad utilizzare la carta dell’antisemitismo per giustificare la propria occupazione e la repressione quotidiana dei palestinesi, la distruzione delle loro terre, il furto delle loro ricchezze e l’annientamento della loro cultura.

Trascorsi sessantotto anni dall’inizio della Nakba, diverse soluzioni sono state proposte riguardo alla questione palestinese, molti partiti e  fazioni si sono fatti strada nel territorio e centinaia di libri sono stati scritti su questa catastrofe. Mentre veniva sparso il sangue di migliaia di palestinesi ed arabi  insieme con l’aumento dei disastri e delle calamità, iniziarono ad aprirsi nuove prospettive per la fondazione di uno Stato Palestinese, che avrebbe stabilito il proprio potere politico a Ramallah, insieme alla formazione di un governo parallelo nella striscia di Gaza, controllato dal movimento Hamas.

Malgrado Israele sia considerato uno dei paesi più potenti al mondo, con il migliore apparato militare e con un temibile arsenale nucleare, i palestinesi continuano ad utilizzare contro di esso ogni tipo di lotta, sia diplomatica, militare che mediatica, senza arrendersi neppure un attimo, ma ben consapevoli dei sessantotto anni di conflitto, il più lungo della storia moderna, di cui il resto del mondo è da sempre stato complice.

Le proposte internazionali ed arabe, infatti, non forniscono fino ad oggi alcuna soluzione “geografica” alla questione palestinese, e non affrontano il problema della presenza di Israele come un progetto di insediamento razzista supportato dall’Occidente per la mera necessità di creare un roccaforte a guardia dei suoi interessi in Medio Oriente.

La resistenza palestinese non può davvero cambiare le equazioni che governano la situazione attuale senza la regolarità di un progetto arabo globale, come quello proposto dalle Primavere arabe. Dalla Nakba alla rivoluzione: questo il progetto della Palestina.

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Redazione

1 Commento

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  • una ricostruzione storica che, prelevando dalla complessità della storia stessa alcuni, radi argomenti, offre un quadro a dir poco bizzarro dei fatti, degli uomini e dei moventi.

    D’altro canto, sul conflitto israelo-palestinese sono state offerte le prospettive più varie.

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