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Operazioni finanziarie Turchia-Iran in corso

Elaph (09/01/14). Il vice-premier turco Ali Babacan ha dichiarato, in un intervista alla televisione Bloomberg Turchia, che la banca Halk continua pagare l’Iran in cambio di petrolio e gas. Ha spiegato: “L’Iran ha aperto numerosi conti presso la banca Halk -di proprietà della Turchia- dove i pagamenti per i nostri servizi vengono scambiati con l’acquisto di petrolio e gas da Teheran”.
Visto l’impegno della Turchia a rispettare le sanzioni americane contro l’Iran, causate dall’adesione al programma nucleare, la banca Halk ha più volte sottolineato che le cooperazioni bancarie con l’Iran sono di natura assolutamente legale e che non interferiscono con il contenuto di tali sanzioni. Tuttavia, ci sono sospetti sul coinvolgimento della banca nella vendita di grandi quantità di oro all’Iran: questa sì, è considerata una violazione delle sanzioni.
Il direttore generale della banca, Suleiman Aslan si è ritrovato per questo sotto indagine insieme a decine di grandi uomini d’affari e figli di ministri e funzionari di governo. Alcuni degli accusati sono stati rilasciati, mentre altri sono ancora in carcere: Tra questi ultimi Aslan, nella cui abitazione la polizia ha trovato 4,5 milioni di dollari in contanti nascosti in scatole di scarpe.
In un rapporto rilasciato dall’Intelligence e pubblicato dal quotidiano turco Hurriyet, uscito nel marzo dello scorso anno, vengono resi noti coinvolgimenti di persone vicine al primo ministro turco Erdogan nello scandalo di appropriazione indebita di fondi. Questo scandalo potrebbe essere utilizzato per compromettere seriamente la credibilità del governo, che in risposta ha portatao avanti una campagna di licenziamenti di vari capi di dipartimenti di polizia in 16 provincie, nonchè quello del vice comandante della sicurezza nazionale. Il partito AKP intanto ha inviato una proposta al Parlamento al fine di dare al governo di Erdogan la possibilità di nominare giudici e pubblici ministeri. Ultima mossa del governo nella sua battaglia contro la corruzione. Il progetto si propone di apportare cambiamenti nella struttura del Consiglio supremo dei giudici e dei pubblici ministeri.

Giusy Regina

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