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Onorare l’Islam con una fatwa che promulga: “l’omofobia viola la religione”

Tunisia solidarietà LGBT

Di Farhat Othman. Huffington Post Maghreb. (22/10/2015). Traduzione e sintesi Ismahan Hassen.

In un’atmosfera velenosa in cui a Sfax un gruppo di “attivisti” hanno provato a trasformare un semplice imam in un Dio e la religione che ha abolito gli idoli in una mafia, è diventato un imperativo categorico che tutte le più alte autorità tunisine si assumano la responsabilità di porre fine a questa deriva fascista dell’Islam.

Se la decisione del Ministro degli affari religiosi, di bandire i facinorosi dalle moschee e di tener lontano i luoghi di culto da malsano gioco politico, è stata accolta con solerzia da tutte le parti politiche, al fine di tutelare la pacifica convivenza nel paese, la stessa cosa non accade a proposito di un’altra questione: quella dell’omofobia.

Sebbene il Ministro della Giustizia tunisino abbia mostrato in questo senso un atteggiamento sano, con la sua volontà di sostenere l’abolizione dell’omofobia, tra le parti politiche né il Presidente della Repubblica né il leader del partito di opposizione islamista hanno appoggiato tale atteggiamento. Così, il Ministro della Giustizia è stato dimesso dalle sue funzioni.

In un contesto in cui bisogna stare al passo con le esigenze della Tunisia rivoluzionaria, è necessario che l’omofobia venga finalmente eliminata, come segno tangibile di democrazia e di rispetto dello spirito autentico dell’Islam.

Il destino del nostro paese è quello di continuare a innovare e di mantenere la sua fama di paese arabo-musulmano più tollerante e libertario. In questo senso la Tunisia, come ha già avuto il coraggio di abolire la schiavitù nel 1846 ben prima di tutti i paesi arabi e di alcuni Stati europei (come Spagna e Portogallo) potrebbe puntare ora ad essere il primo paese arabo e musulmano che bandisce l’omofobia sul suo territorio, in conformità con un Islam correttamente interpretato.

Così come l’abolizione della schiavitù è stata resa possibile da una fatwa (parere religioso), anche l’omofobia potrebbe essere bandita allo stesso modo.

L’attuale mufti della Repubblica infatti, semplicemente indicando che le tendenze omofobiche prendono origine dall’Islam giudaico-cristiano e dal wahabismo, potrebbe emettere una fatwa che apra la strada all’abolizione omofobia in Tunisia per rendere onore e giustizia al vero Islam!

Sottolineando come i valori della nostra fede, quali tolleranza e giustizia, siano estremamente contrari all’omofobia, il mufti tunisino potrebbe richiederne la sua abolizione al più presto possibile, anche per arrestare l’avanzata della subdola propaganda dell’Islam portata avanti dal Daech.

Riconoscendo che l’omofobia viola l’Islam e autorizzandone l’abolizione in Tunisia, il mufti della Repubblica correrebbe il rischio di attirare su di sé dei sospetti. Tuttavia, se si rifiuta di compiere il suo dovere e di rendere giustizia al vero Islam, può essere destituito dal suo incarico e sostituito.

La questione dell’omofobia quindi, rappresenta un banco di prova per dimostrare se l’Islam in Tunisia sia spirito puro o un mezzo che può essere strumentalizzato dalle parti wahabite e anti-Islam, rappresentate dal Daech e dai suoi seguaci.

Farhat Othman è avvocato, politologo e ricercatore di sociologia. Collabora con Huffington Post Maghreb.

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Silvia Di Cesare

2 Commenti

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  • Come solo gli islamici riescono a distorcere la verità vendendo continuamente versioni differenti questo articolo è una prova.
    Che schifo! L’islam che taglia arti e crocifigge secondo Corano non sarebbe omofobo ma -come tipico islamico non riconosce mai proprie colpe e le attribuisce a origini giudaico-cristiane…. Oscar per l’ipocrisia!!!!!!

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