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“Noi Esistiamo”: voci per i diritti degli omosessuali in Tunisia

Di Manel Khedim. Tunisia Live (01/04/2016). Traduzione e sintesi di Ismahan Hassen.

In questi ultimi anni, la realtà dell’omosessualità è diventata una parte sempre più importante della vita pubblica tunisina in relazione anche alla nascita dei vari gruppi di sostegno che sono emersi per difendere i diritti di coloro che rientrano nelle categorie LBGT. Tra i gruppi di supporto più attivi, il più noto ai riflettori tunisini è Shams.

mawjoudin tunisiaShams punta da sempre la sua attenzione sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica tunisina (ma non solo) sull’articolo 230 del codice penale nazionale, che criminalizza configurandolo come reato, il sesso omosessuale consenziente. Oltre a Shams, vi sono poi anche diversi altri gruppi che si dedicano alla stessa tematica, come Mawjoudin (Noi Esistiamo) e Chouf (Vedi, guarda) che si impegnano a fornire sostegno alla comunità LGBT in un paese dove è pericoloso essere identificati (o identificarsi) con una sessualità considerata “non normale”.

“L’idea è quella di creare uno spazio sicuro per le persone che si sentono trascurate”, ha dichiarato Ali Bousselmi, co-fondatore di Mawjoudin. Cercando di fornire un supporto sia psicologico che legale, il gruppo lavora sulla sicurezza digitale per rendere le persone omosessuali meno vulnerabili alle molestie che subiscono sul web. Oltre a ciò, Mawjoudin ha anche praticamente dato rifugio a persone LGBT che non avevano un altro posto dove stare, trovando recentemente alloggio per i sei studenti che sono stati banditi da Kairouan e detenuti dalle autorità tunisine con l’accusa di omosessualità, prima di essere poi rilasciati a seguito di una campagna nazionale per la loro liberazione.

In una Tunisia in cui, la comprensione della differenza sessuale può variare molto di città in città, il lavoro del gruppo Mawjoudin si concentra anche nel cercare di raggiungere le diverse parti del paese, consapevoli del fatto che il tema dell’omosessualità nelle regioni interne della Tunisia incontra maggiore ostilità rispetto alla capitale.

Proponendosi proprio di includere tutti e di decentrare per questo attività e progetti, il gruppo Chouf  si dedica invece a fornire risorse a tutte quelle persone LGBT che si sentono in pericolo, abbandonate o che semplicemente vogliono partecipare a corsi di formazione, workshop sulla differenza sessuale. “Cerchiamo di raggiungere le persone da tutte le parti del paese”, ha detto il presidente di Chouf, Khouloud Mahdhaoui. Pur non avendo grosse disponibilità finanziarie, il gruppo fa del suo meglio per pagare i mezzi di trasporto alle persone che, provenienti da diverse regioni e senza un posto in cui stare, vogliano unirsi a loro.

Oltre alle loro attività specifiche, sia Chouf che Mawjoudin partecipano a un progetto più ampio: quello di cercare di cambiare il punto di vista e la percezione degli individui LGBT in Tunisia. “Dare voce alle diverse minoranze sessuali e ai loro conflitti con una società conservatrice, oltre a rifiutare in toto l’articolo 230: questi sono gli obiettivi di tutte le associazioni Chouf, Shams, e Mawjoudin”, ha detto Bousselmi.

Nonostante gli interessi comuni, le tre organizzazioni non si sono però coalizzate in un movimento unitario per ragioni che rimangono, ad oggi, poco chiare. Mentre Ahmed Ben Amor, vice-presidente di Shams, ha rifiutato di commentare il lavoro delle altre organizzazioni, Chouf e Mawjoudin hanno seguito progetti congiunti, in particolare la campagna relativa all’articolo 230.

Al di là delle differenze di operato delle tre organizzazioni, quello su cui sembrano essere comunemente d’accordo è la promozione del rispetto dei diritti di tutti gli individui, al fine di evitare la discriminazione di qualsiasi minoranza sessuale. Oltre a ciò, i tre gruppi si pongono come obiettivo quello di decostruire tutta la comprensione della sessualità e del gender, che ha a lungo prevalso nelle società di tutto il mondo.

Manel Khedim è una studentessa di lingua anglo-americana, letteratura e civiltà italiana presso l’École Normale Supérieure de Tunis. Collabora con Tunisia Live.

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I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu


Roberta Papaleo

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