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NATO e Russia per la prima volta “insieme” nel Mar Mediterraneo

Di Hussein Majdoubi. Al-Quds al-Arabi (18/10/2015). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio.

Il Mar Mediterraneo è oggi testimone di una delle manovre militari più importanti della storia a distanza di un decennio: la NATO entra nella sponda occidentale con il suo sistema di difesa antimissile, conosciuto anche come “Star Wars”. Intanto la sponda orientale è occupata dalla Russia.

Per la prima volta il Mediterraneo assiste ad alcune esercitazioni militari operate da stati o gruppi rivali. In passato era stato sede esclusiva di Paesi europei insieme ad alcuni Stati arabi, in particolare l’Europa del sud e il Maghreb arabo, o del Patto Atlantico.

Il sistema di difesa antimissile messo in atto dalla NATO prevede un esercito di 36 mila soldati, appartenenti al cosiddetto “esercito d’élite”, 240 unità militari munite di armi moderne, 130 aerei da combattimento e 60 navi da guerra, al fine di contenere un attacco aereo, marittimo e terrestre nelle regioni della Spagna, del Portogallo e Italia, per affrontare una guerra elettronica, chimica, biologica e classica.

Tuttavia, come diffuso dal quotidiano americano Military, specializzato in questioni militari, la novità consiste nel lancio contemporaneo di due missili: uno balistico dalla regione dell’Islanda e l’altro antinavale e aereo, che sarà sferrato, forse, nel Mediterraneo.

La rivista inoltre evidenzia lo scopo di tali esercitazioni, quale quello di rafforzare il livello di coordinamento al fine di contenere diversi razzi in una sola volta, applicando “un sistema di difesa aerea e missilistico”, conosciuto come scudo antimissile e ancor prima “Star Wars”.

In questi giorni anche la Russia effettua esercitazioni militari nella parte orientale del Mediterraneo, la seconda di quest’anno dopo alcune manovre registrate lo scorso maggio accompagnate dalla Cina. La Russia è ritornata nel Mediterraneo dall’inizio del 2003, a seguito dello stanziamento da parte del Pentagono di una prima nave a Rota, nell’estremo sud della Spagna, all’entrata occidentale dello stretto di Gibilterra, all’interno del programma di sistema di difesa antimissile.

Da notare, come annunciato dal ministero della Difesa a Mosca, che tali esercitazioni permetterebbero alla Russia di avanzare una guerra contro Daesh (ISIS), mediante navi da combattimento e il lancio di missili da crociera Kalpar, a cui abbiamo già assistito lo scorso 7 ottobre.

Per quanto riguarda invece la sincronizzazione delle manovre militari e la probabilità di uno scontro con la NATO, il funzionario dell’Ufficio Stampa del Patto Atlantico a Mosca, Robert Bushel, ha assicurato che queste non porteranno a nessun conflitto nel Mediterraneo. E ha aggiunto: “Se si segue la giusta politica, non vi sarà alcun motivo di temere uno scontro. Il Mediterraneo è piuttosto vasto, ed è possibile effettuare diverse esercitazioni”.

Hussein Majdoubi è un giornalista, esperto di politica araba.

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Roberta Papaleo

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