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Mustafa al-Ramid e la volontà di porre fine alla tortura in Marocco

Di Mahmoud Marouf. Al-Quds al-Arabi (18/09/2014). Traduzione e sintesi di Caterina Ielo.

Il ministro marocchino della Giustizia e delle Libertà Mustafa al-Ramid ha recentemente accolto una delegazione di Amnesty International in visita nel Paese per aprire un’indegine indipendente e imparziale in merito ai casi di denuncia di tortura da parte di detenuti politici e altre vittime nel quadro di una campagna internazionale contro la tortura condotta dall’organizzazione stessa.

Il ministro, che ha ricevuto la delegazione a Rabat, ha affermato che questa campagna ha aspetti positivi e negativi: tra i positivi il fatto che stimola il Marocco a intraprendere maggiori misure contro i casi di tortura, tra cui la pubblicazione diffusa dal ministero della Giustizia e delle Libertà per garantire maggior consulenza medica a coloro che affermano di esservi stati sottoposti, a cui vanno aggiunte le nuove misure contenute nella bozza del codice di procedura penale per impedire la pratica della tortura.

Ramid, però, lamenta che Amnesty ha classificato il Marocco tra i cinque Paesi al mondo in cui è necessaria questa campagna, in un periodo in cui il Paese si distingue per i progressi fatti nel campo dei diritti umani rispetto ad altri che non sono stati inclusi nella campagna. Il ministro marocchino ha sottolineato la forte volontà del Marocco di opporsi alle tortura e ha ricordato che la Costituzione del 2011 è considerata un importante passo in avanti nel campo dei diritti umani e delle libertà.

La delegazione di Amnesty ha organizzato vari incontri con personalità del governo, ambasciatori di vari Paesi, con il rappresentante dell’Unione Europea in Marocco e varie organizzazioni sui diritti umani, tutti riuniti per richiedere di porre fine alle torture. L’organizzazione ha anche promosso una petizione firmata da numerosissimi Paesi in tutto il mondo per esortare il governo marocchino a garantire giustizia a tutti i detenuti vittime di tortura, aprendo indagini indipendenti sulle denunce di maltrattamenti.

L’Associazione marocchina per i diritti umani e la Lega marocchina per la difesa dei diritti umani hanno chiesto al Consiglio Nazionale per i diritti umani di intervenire ed esprimere la sua posizione sulla condotta delle autorità pubbliche che cercano di ridurre l’intervento delle associazioni sui diritti umani e offuscare il loro diritto di riunirsi. Queste associazioni hanno evidenziato che le tensioni e le violazioni dei diritti umani sono aumentati negli ultimi tempi e hanno invitato il ministero e le autorità pubbliche a cambiare politica poiché ciò potrebbe ostacolare anche il prossimo Forum Mondiale sui diritti umani che dovrebbe tenersi nel novembre prossimo a Marrakesh.

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Roberta Papaleo

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