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In che mondo vive Bashar al-Assad?

Bashar Al-Assad.
A che conclusioni arriviamo ascoltando le contraddizioni del presidente siriano Bashar al-Assad.

Di Tariq al-Homayed. Asharq al-Awsat (12/02/2017). Traduzione e sintesi Emanuela Barbieri.

Reuters ha pubblicato recentemente la sintesi di un’intervista con il presidente siriano Bashar al-Assad.

Andando oltre il contenuto dell’intervista, è evidente che Assad non è sulla stessa onda del resto del mondo. È evidente che riceve le informazioni da fonti non ortodosse.

Nell’intervista, Assad rifiuta la proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo la creazione di zone di sicurezza per garantire il ritorno di molti siriani sfollati. “È un’idea assolutamente irrealistica”, ha detto Assad. “Il luogo in cui si può avere sicurezza è il nostro stesso Paese. La gente non ha bisogno di zone sicure”, ha continuato. “È molto più pratico e meno costoso avere la stabilità in tutto il Paese e non la creazione di sole zone di sicurezza”.

Per Assad le zone sicure sarebbero a rischio di attacchi da parte dei gruppi armati. Egli ha inoltre accolto con favore la partecipazione delle forze statunitensi nella guerra contro Daesh (ISIS) in Siria, con l’unica condizione che Washington coordinasse l’azione militare con Damasco e riconoscesse la legittimità del regime. “Se gli americani sono sinceri, naturalmente sono i benvenuti come qualsiasi altro Paese che miri a sconfiggere e combattere i terroristi”, ha dichiarato. “Le truppe fanno parte della collaborazione … (ma) non si può parlare di inviare truppe … se non c’è una posizione politica chiara nei confronti non solo del terrorismo, ma anche verso la sovranità e l’unità della Siria”, ha aggiunto.

Assad ha anche ripetuto che avrebbe lasciato il potere immediatamente nel momento in cui il popolo siriano lo avesse chiesto.

Il discorso di Assad sembra quello di qualcuno che non ha alcuna relazione con  la realtà siriana di oggi. Parla di una Siria sicura, quando è stato il primo ad usare le armi contro il suo popolo, una decisione che ha provocato la morte di quasi mezzo milione di siriani e lo spostamento di otto milioni. Il suo stesso regime ha minacciato: se non ottiene il controllo totale del territorio, è pronto a bruciare il Paese. Paradossalmente, Assad dice oggi che sarebbe disposto a lasciare il potere se il popolo siriano lo desiderasse. Lo stesso dittatore che ha scatenato l’inferno usando persino armi chimiche e bombardando il suo popolo.

La domanda da farsi è se Assad vive la stessa realtà che noi viviamo. Da quando l’amministrazione di Trump ha preso il potere, egli non fa altro che mandare messaggi contraddittori. Bashar dice che la scelta di Trump di considerare la lotta al terrorismo una priorità, è promettente. D’altra parte, Trump dice che l’Iran, il grande sostenitore di Assad, è uno Stato “sponsor” del terrorismo.

Nonostante l’avversione di Trump al ruolo dell’Iran nella regione, Assad promuove un coordinamento tripartito: Iran-Stati Uniti-Russia, in coordinamento diretto con il regime siriano!

Non solo questo, Assad rifiuta totalmente la creazione di zone di sicurezza, mentre la Russia dice di aspettare ulteriori dettagli da Washington. Bashar ha accettato di ricevere le forze americane con la condizione di riconoscere il suo regime. Il Cremlino invece, ha detto che le forze degli Stati Uniti possono coordinarsi con le forze russe in Siria. Più di così, la Russia ha rilevato che i negoziati sulla Siria, che si terranno a Ginevra, devono avvenire sotto il patrocinio della comunità internazionale. Tutto ciò succede mentre le forze turche si muovono ai confini con la Siria e mentre la Russia cerca di mediare tra gli iraniani e l’amministrazione Trump.

È evidente che Assad vive in un’altra realtà!

Tariq al-Homayed è un giornalista e scrittore saudita, ex direttore del quotidiano Asahrq al-Awsat.

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