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Mona Eltahawy: “Il Medio Oriente ha bisogno di una rivoluzione sessuale”

Di Elizabeth Day. The Guardian (10/05/2015). Traduzione e sintesi di Silvia Di Cesare.

Mona Eltahawy giornalista e femminista araba, è nata in Egitto nel 1967. All’età di 7 anni si è trasferita in Gran Bretagna con i genitori, per poi spostarsi in Arabia Saudita a 15 anni.

Nel novembre del 2011, durante le manifestazioni di protesta in Egitto, è stata fisicamente e sessualmente aggredita dalla polizia antisommossa. L’anno seguente il suo articolo sulla misoginia nel mondo musulmano, “Why do they hate us?”, ha avuto un enorme successo.

Sviluppando il tema dell’articolo, Mona ha ora pubblicato un libro intitolato “Headscarves and Hymens: Why the Middle East Needs a Sexual Revolution” (“Veli e imene. Perché il Medio Oriente necessita di una rivoluzione sessuale”).

1430355974502Il tuo libro è in parte un manifesto, in parte un memoriale. Raccoglie le testimonianze di donne che hanno subito abusi nella loro vita, di casi di mutilazione genitale femminile e di stupri. È stato difficile da scrivere?

Incredibilmente difficile. Spesso mi sono dovuta letteralmente alzare dalla sedia. È stata una sfida per me, soprattutto quando ho parlato della mia violenza sessuale, non solo dell’aggressione, ma anche per quanto riguarda la misoginia. Non è stato un libro facile da scrivere.

Scrivi che sei stata “traumatizzata al femminismo” quando eri un’adolescente. Che cosa intendi?

La mia famiglia si è trasferita in Arabia Saudita da Glasgow quando io avevo 15 anni. Essere una 15enne è difficile in tutto il mondo, ma essere una 15enne in Arabia Saudita è stato come se qualcuno avesse spento la luce nella mia testa. Non riuscivo a capacitarmi del perché le donne venissero trattate così. Nel Regno Unito mia madre era il capofamiglia, mentre in Arabia Saudita era praticamente disabile. Non era in grado di guidare, dipendeva in tutto e per tutto da mio padre. Il fanatismo religioso era soffocante. Una donna in Arabia Saudita ha due possibilità: o impazzisce o diventa femminista.

Tutte le religioni sono misogine?

Assolutamente, a diversi livelli. Tutte le religioni si concentrano sul controllo della sessualità delle donne, sono ossessionate dalla mia vagina. Quello che io dico loro è: state lontano dalla mia vagina, a meno che io non voglia farvi avvicinare.

Tu invochi una “doppia rivoluzione”. Cosa intendi?

Quanto avvenuto in Tunisia è stata una rivoluzione politica guidata dalla convinzione che lo Stato stava opprimendo il suo popolo. Ma penso che se adesso le donne si guardano intorno, riconoscono che lo Stato, la strada e la casa opprimono ancora le donne. Questa triade di oppressione simboleggia il fatto che una rivoluzione politica, se non è accompagnata da una rivoluzione sociale e sessuale, è destinata a essere un fallimento.

Nel libro parli della violenza che hai subito da parte della polizia nel 2011. Hai avuto paura in quei momenti?

All’inizio pensavo che non mi avrebbero fatto niente. Ero solo una donna, cosa potevano volere quattro poliziotti da me? [ride] Per la maggior parte del tempo ero come scossa dall’adrenalina che ti porta a fare tutto il possibile per sopravvivere. C’è stato poi un momento, quando mi hanno preso per le braccia e mi hanno buttato a terra, in cui una voce interna mi ha detto “se non ti alzi ora, morirai”. Sono riuscita a alzarmi da terra con due braccia rotte e a lottare contro di loro. Stavo letteralmente togliendo le loro mani dai miei pantaloni.

Sei stata nominata da Newsweek come una delle 150 “Donne più intrepide del mondo del 2012”. Ti consideri una donna intrepida?

Sai non ho mai pensato a quello che ho fatto in termini di coraggio, intrepidezza. È semplicemente successo. Mi viene spesso chiesto “ti senti sicura in Egitto?” e rispondo: nessuno si sente sicuro in Egitto. Per chiunque continui a esistere come dissidente anche solo sopravvivere è una forma di resistenza.

Elizabeth Day scrive per l’Observer Review.

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Silvia Di Cesare

1 Commento

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  • Mi tolgo il cappello in segno di sentito omaggio, domando ad ARAB-PRESS cosa possiamo fare e cosa io posso fare per darvi una mano di aiuto?????? Attendo una risposta. Grazie

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