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La “moda discreta” delle musulmane di oggi

El País (23/05/2014). Negli ultimi anni, una nuova generazione di giovani musulmane praticanti hanno deciso di esprimere il loro diritto a manifestare il proprio credo religioso senza rinunciare a vestirsi con stile.

Così, il web è stato inondato dalle cosiddette “hijabiste” (un mix tra hijab e fashioniste), ossia blogger e stiliste che propongono modelli degni di una copertina di Vogue, ma in linea con i precetti dell’islam. Il boom assoluto è stato marcato dalla nascita di brand specializzati in abiti islamici e riviste di moda, come la turca Ala Dergi, considerata il Vogue islamico.

Non sono tuttavia mancate le polemiche: alcune delle critiche più aspre arrivano dagli stessi ambienti islamici, specialmente da donne musulmane che considerano il fenomeno come una banalizzazione di un precetto religioso basato sul concetto che una donna non debba attirare l’attenzione su di sé.

 


Roberta Papaleo

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