Media News Yemen Zoom

I media e il Ramadan in Yemen

Yemen
Mobilitazione Houthi e programmi di satira degli avversari in assenza di telespettatori

Di Khaled Al Hammadi. Al-Quds al-Arabi (07/06/2017), Traduzione e sintesi di Flaminia Munafò.

Quest’anno i media yemeniti nel mese di Ramadan oscillano da un lato tra l’incitamento e la mobilitazione del movimento Ansaru Allah (gruppo Houthi) e dall’altro con i programmi di satira sul movimento stesso, in un momento di semi-assenza del telespettatore dovuta all’interruzione permanente dell’elettricità nella maggior parte del Paese. Gli analisti sostengono che i media yemeniti, in generale, siano più seguiti all’estero che dai cittadini interni: l’elettricità ricavata dai pannelli solari è usata infatti per le necessità di base come l’illuminazione, la carica dei telefoni, computer e altri piccoli dispositivi. Inoltre, la maggior parte delle persone sono state costrette a vendere la propria televisione e gli elettrodomestici che non sono fondamentali per poter sopravvivere dopo il taglio degli stipendi degli impiegati per più di sette mesi fino ad ora.

L’attuale conflitto in Yemen e l’assenza di servizi fondamentali in diversi campi hanno portato la maggior parte dei cittadini a seguire le notizie attraverso i social media, in particolare Whatsapp, Facebook  e Twitter, oltre a diversi siti internet, abbandonando così la televisione. Sebbene di solito i canali yemeniti siano molto seguiti nel mese di Ramadan, al punto di generare una vera e propria competizione su chi raggiunge l’audience maggiore, quest’anno sono pochissimi gli spettatori, limitati agli yemeniti residenti all’estero. Nell’agenda del cittadino medio i canali televisivi, in particolare quelli locali, non sono presenti: solo una piccola parte interessata ai media e alla politica, tra chi ancora ha la possibilità di avere l’elettricità in casa o di possedere un televisore, può permettersi di seguirli.

Anche nel mese di Ramadan il giornalismo Houthi – che si auto-definisce “giornalismo di guerra” – è un mezzo di mobilitazione ed incitamento per eccellenza: nei programmi del canale Al-Masira (“La marcia”) è infatti concesso ampio spazio ai discorsi del leader del movimento Ansaru Allah, nonché portavoce del gruppo Houthi, Abdelamalak al-Houthi. I programmi di Al-Masira più seguiti sono “Saranno tutti sconfitti”, “I campi del jihad“, “Resisteremo”, “I vincitori”, “Linea di contatto” e “Rivoluzionarie”, tutti dedicati alla copertura di notizie sulla guerra e la mobilitazione generale, che di certo non mancano di falsificazione e drammatizzazione sulla dimensione delle vittorie ottenute dai combattenti sul fronte.

I programmi di satira sul comportamento degli Houthi vengono emessi sui canali Suhail, Yemen Shabab e Balkis, e tra questi i più seguiti sono “Linea contraria” di Mohammad al-Rub’, “Gag” di Mohammad al-Adghary e “Niente da biasimare” di Karam Bahshuan. Il canale news Yemen al-Youm dell’ex presidente Ali Abdallah Saleh si è limitato a coprire le notizie sulle attività del partito del Congresso Popolare Generale, oltre che sulla preoccupazione, nell’ultimo periodo, in merito al vortice di differenze esistenti con l’alleato di guerra (il gruppo Houthi) a causa delle controversie emerse tra i due gruppi e sulla graduale erosione della loro alleanza politico-militare che riguarda la gestione del potere di fatto nella capitale Sana’a e alcune città che si trovano sotto il loro controllo in Yemen.

Rispetto alle stagioni precedenti, invece, il canale commerciale Al-Sa’ida ha ridotto la critica nei suoi programmi di Ramadan a causa del clima di repressione da parte degli Houthi che minaccia la continuità delle emissioni nella capitale. Il canale ha comunque cercato di attrarre il pubblico con il nuovo programma Abracadabra e con Reflection del comico Jalal Al Salahi, sebbene più che dedicarsi alla politica e alla comicità si concentri sulla critica degli aspetti della vita pubblica nel Paese.

Khaled al-Hammadi è un giornalista freelance corrispondente a Londra per Al-Quds al-Arabi. È inoltre vincitore dell’International Press Freedom Award 2011.

Vai all’originale

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu


Redazione

Scrivi un commento

Clicca qui per postare un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Formazione online

corsi di lingua araba

Ultimi tweet

Formazione

tangeribiz