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In Marocco, un omaggio postumo a Simon Levy

Hespress (26/02/2014). traduzione e sintesi di Valerio Masi.

I partecipanti alla quarta mostra sull’eredità giudaico-marocchino, che ha aperto lo scorso lunedì 24 febbraio, ha reso un omaggio postumo a Simon Levy per la sua vasta ricerca sul patrimonio culturale del Marocco.

I presenti, una élite di intellettuali, accademici, ricercatori e specialisti in eredità ebraico-marocchina provenienti da ambienti diversi, hanno evidenziato la sua carriera , il suo patriottismo e il suo contributo all’arricchimento degli studi linguistici in Marocco.

Il ministro della Pubblica Istruzione e della Formazione Professionale, Rachid Belmokhtar,  ha colto l’occasione evidenziando il contributo di Simon Levy nella preparazione della relazione del 50° anniversario dello Sviluppo Umano in Marocco, affermando la sua grande conoscenza della storia e della cultura ebraica in Marocco .

“Era pieno di vitalità, rispettoso degli altri, un grande attivista e un intellettuale eccezionale”, ha detto il ministro definendolo anche “uno dei giganti della cultura ebraica contemporanea in Marocco”. “Perpetuare la sua memoria è un grande dovere”, ha tenuto a sottolineare Belmokhtar.

Da parte sua, Ismail Alaoui, ex ministro dell’Istruzione, ha elogiato le sue qualità di insegnante, il suo attivismo all’interno del Partito del Progresso e del Socialismo (PPS), ricordando che Simon Levy era responsabile per la formazione dei giovani attivisti del partito.

Quanto al presidente dell’università Akhawayn, Driss Ouaouicha, ha evidenziato la dedizione di Levy alla conservazione e promozione del patrimonio giudaico-marocchino, aggiungendo che era anche uno dei maggiori esperti in lingua e letteratura spagnola, anche se la sua ricerca si è concentrata in particolare sulla storia degli ebrei marocchini e dei dialetti usati in Marocco, riferendosi anche al suo impegno politico.

Altri partecipanti illustri includono il presidente della comunità ebraica di Meknes, Albert Devico, il Curatore del patrimonio giudaico-marocchino a Casablanca, Zhor Rehihil, nonché amici e familiari del compianto studioso.

Nato a Fez nel 1934 e morto all’inizio di dicembre 2011, Simon Levy ha iniziato la sua carriera politica nel 1953, sostenendo l’indipendenza del Marocco nel PPS, ex Partito comunista marocchino. Ha prestato servizio per più di 30 anni nel partito politico. Simon Levy ha anche insegnato per molti anni presso la Facoltà di Lettere e Scienze Umane all’Università di Rabat.

Levy, che ha sempre rivendicato la sua identità giudaico-marocchina, è stato segretario generale della Comunità Ebraica di Casablanca e direttore del Moroccan Judaism Museum. Ha scritto diversi libri sul tema, tra cui il celebre “Saggio sulla storia e civilizzazione marocchina”, pubblicato nel 2001.

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Valerio Masi

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