Politica Zoom

Marocco: qual è il ruolo della donna nella società?

Le Matin (26/01/2012). Traduzione di Alessandra Cimarosti.

Bassima Hakkaoui, un nome che non passa sicuramente inosservato, è l’unica donna nel nuovo Governo. Questa unica rappresentanza delle donne ha fatto scoppiare una grande polemica e ha rimesso al centro dell’attenzione un tema, quello del posto che occupano le donne nella società marocchina e il loro accesso ai posti di potere.

A questo tema tengono molto le associazioni femminili che si sono mostrate molto deluse dall’annuncio del Governo Benkirane. “Che sia per la forte riduzione che ha conosciuto il numero delle donne ministre (una su 31), o la natura del portfolio ministeriale che è stato affidato all’unica donna del Governo (Ministero della Solidarietà, della Donna, della Famiglia e dello Sviluppo Sociale), noi rimaniamo molto deluse. Le riforme costituzionali non sono state applicate”, afferma in un comunicato, la Federazione della Lega Democratica dei Diritti delle Donne.

Una presa di posizione condivisa dalla grande maggioranza delle associazioni che militano per i diritti delle donne e che sollevano ciò che giudicano il non-rispetto della nuova Costituzione. ”Eravamo sicure che le cose cambiassero e che la situazione delle donne migliorasse, perché avevamo la Costituzione come garanzia. Questa aveva messo l’accento sul rispetto dei diritti delle donne, sottolineando la parità, l’uguaglianza, la non discriminazione e noi eravamo certe che le donne sarebbero state meglio rappresentate”, afferma Zahra Ouardi, membro dell’Unione per l’azione femminile.

Il Governo non è stato l’unico campo nel quale la donna si è mal integrata, anche il mondo degli affari è molto complicato. Ahmed Reda Chami, ex-ministro dell’Industria, del Commercio e delle nuove Tecnologie, aveva ricordato il 9 ottobre, in occasione della Giornata Nazionale della Donna, che circa 9.000 imprese sono gestite da donne. Ossia il 10% delle unità. Una cifra più che  significativa. Le donne a capo delle imprese hanno molte difficoltà ad imporsi nel mondo del lavoro anche se la mentalità sta cambiando.

Tutti questi dati costituiscono però un paradosso, da quando si sa che il 19,1% dei lavori marocchini sono gestiti dalle donne. Infatti, in una inchiesta realizzata nel 2011 dall’Alto Commissariato per la Pianificazione (HCP), la proporzione dei lavori che hanno una donna al comando corrisponde, dato del 2010, al 20,8% del contesto urbano e al 16,1% del contesto rurale.

Nell’arco di dieci anni (dal 2000 al 2010), il tasso della “femminilizzazione” delle attività, nella porzione di popolazione con più di 15 anni, è aumentato. Questo aumento ha riguardato le categorie degli attivi, degli attivi occupati, dei disoccupati e degli inattivi. E anche se le vedove costituiscono il 55% delle donne-capo e le divorziate il 10,1%, il tasso delle donne sposate e celibi-capo si alza al 34,8%. Quanto alle donne non laureate costituiscono l’86,3%. Queste cifre rilevate dal HCP dimostrano quanto la donna giochi un ruolo essenziale all’interno della società marocchina. “La situazione della donna è enormemente evoluta e ciò ha direttamente influito nello sviluppo del paese.

Il Marocco oggi è, in effetti,  considerato come un esempio nell’area maghrebina. E noi dobbiamo ringraziare tutte le donne che partecipano ogni giorno a questo sviluppo in tutti i campi. Hanno dimostrato le loro competenze e il loro savoir-faire”, sottolinea Mme Ouardi.


Giusy Regina

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