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Marocco: momenti difficili per gli immigrati africani

Alif Post (21/06/2012). Gli immigrati africani sub sahariani stanno vivendo momenti difficili negli ultimi tempi, mentre i rapporti delle organizzazioni per i diritti umani accusano le autorità di trattarli negativamente. Tutto ciò avviene contemporaneamente con il primo tentativo di dar vita a un sindacato per la difesa dei diritti dei lavoratori immigrati.

All’inizio di maggio Marcel Amiyeto ha avuto un appuntamento con la storia. Grazie a questo profugo congolese, i lavoratori immigrati sub sahariani e le loro famiglie hanno partecipato per la prima volta alle marce per i lavoratori a Rabat. Questo successo ha causato ad Amiyeto ed ai suoi compagni molte difficoltà. Circa 40 giorni dopo, Marcel Amiyeto è stato arrestato mentre partecipava alla “marcia della rabbia” organizzata a Rabat dalla Confederazione democratica per il lavoro contro il governo. Gli venne detto che la sua posizione di rifugiato non gli permetteva di svolgere attività politica.

Tra i due eventi, gli immigrati sub sahariani hanno vissuto uno dei periodi più difficili della loro permanenza in Marocco. “Improvvisamente siamo stati accusati di trafugare armi dalla Libia dopo la caduta del regime di Gheddafi e siamo diventati una minaccia per il Marocco. È noto che noi viviamo in Marocco da prima della guerra in Libia e non è stato dimostrato il nostro coinvolgimento con qualsiasi attività terroristica. Penso che i problemi che abbiamo affrontato ultimamente siano causati dal nostro tentativo di organizzarci per difendere i nostri diritti”, ha detto Marcel Amiyeto in un intervista con DW araba.

Viviana Schiavo

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