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Marocco: manoscritti andalusi donati dalla Spagna al Marocco

bibliotecas-encanto-real-biblioteca-escorial_2_757771Alif Post (19/07/2013). Il presidente dell’Istituto culturale spagnolo José Rodriguez Sabatiri ha donato alla Biblioteca nazionale marocchina 1939 copie digitali di manoscritti arabi presenti nella biblioteca San Lorenzo de El Escorial. Questa istituzione culturale contiene il maggior numero di manoscritti andalusi arabi, tra cui alcuni provenienti dal Marocco, arrivando a rivaleggiare con il Vaticano.

La cerimonia di consegna dei manoscritti si è svolta martedì 16 luglio in presenza del re Juan Carlos e della delegazione ministeriale che lo sta accompagnando nella sua visita ufficiale nel paese, iniziata lunedì scorso e che finirà questo venerdì. Era presente anche il re Mohammed VI. Questo regalo culturale di valore comprende manoscritti che risalgono all’epoca andalusa. I vescovi conservarono infatti nelle loro chiese i manoscritti arabi dopo la caduta in serie delle città andaluse. Quando fu costruita San Lorenzo de el Escorial dopo la metà del XVI secolo, i manoscritti furono trasportati e raccolti gradualmente in questo luogo storico, e lì sono stati conservati fino ad oggi.

Questo dono include anche documenti marocchini, sia la corrispondenza tra i re di Spagna e del Marocco, le cui copie in Marocco sono andate perse (perché nel passato i Marocchini hanno sottovalutato l’importanza di un tale archivio storico), sia documenti ottenuti in guerra o durante l’assalto delle navi in alto mare.

Tra i libri e i manoscritti importanti ottenuti dall’Escorial ci sono quelli delle libreria del Sultano sadiano Moulay Zidane. Le navi da guerra spagnole nel 1612, nel corso dell’occupazione delle coste atlantiche marocchine, intercettarono due navi vicino alle acque della città di Salé, e dopo averle inseguite, gli Spagnoli scoprirono la biblioteca del Sultano al cui interno c’erano 4000 manoscritti e libri. La biclioteca conteneva inoltre studi in svariati campi e  in diverse lingue, tra cui il turco e il farsi. Il Sultano negoziò con il re spagnolo per Filippo III per riavere indietro questo tesoro culturale ma senza successo.

Questo dono contribuirà, si spera, allo sviluppo degli studi in Marocco della storia marocchina e andalusa che i ricercatori in questo paese dovrebbero considerare un tesoro culturale importantissimo.


Chiara Cartia

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