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Marocco: attacco alla liberta’ di espressione, arrestato il giornalista Ali Anouzla

Ali Anouzla

IMG_7095 Ali Anouzla

In Marocco si è appena svolto il primo seminario nazionale sul ruolo dei media e della società civile organizzato da Chabaka nell’ambito del progetto COSPE “MED NET” (Al Hoceima 21 e 22 settembre). La cooperante COSPE Debora del Pistoia, ha seguito la vicenda dell’arresto del giornalista Ali Anouzla che avrebbe dovuto essere uno dei relatori. 

 
Martedì 17 settembre intorno alle 7 di mattina decine di poliziotti hanno arrestato presso il suo domicilio il giornalista marocchino Ali Anouzla, direttore della versione araba del popolare sito internet Lakome, e confiscato tutti i computer nella sede di Lakome, a seguito della pubblicazione su quest’ultimo di un video attribuito ad al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI).

Ali Anouzla è infatti uno dei giornalisti più noti in Marocco e nel mondo arabo grazie alla sua aspra critica alla monarchia marocchina e al suo apparato. I suoi articoli di promozione della democrazia e della trasparenza erano estremamente popolari e condivisi sui social media. Per queste ragioni è stato vittima anche in passato di accuse e persecuzioni da parte delle autorità marocchine, che hanno in più occasioni utilizzato pretesti per disturbarlo e censurarlo.

Ali Anouzla avrebbe dovuto aprire il seminario nazionale del progetto COSPE “Med Net” sul ruolo della società civile e i media e invece sarà questa l’occasione per protestare contro questo arresto e richiedere la sua scarcerazione: il giornalista rischia infatti 6 anni di carcere.

Attualmente Ali Anouzla è ancora in arresto a Casablanca, impossibilitato a tenere i contatti con il mondo esterno. La sua famiglia e il suo avvocato non sono autorizzati a vederlo e a comunicare con lui. Considerando il forte rischio di essere giudicato in base alla legge antiterrorista, la società civile marocchina e numerosi giornalisti indipendenti stanno mobilizzando l’opinione pubblica sulla liberazione di Ali Anouzla, che rischia fino a 6 anni di carcere nel caso in cui venisse giudicato colpevole.

Il primo sit in è stato organizzato il 18 settembre di fronte alla sede della Brigata Nazionale della Polizia Giudiziaria (BNPJ) a Casablanca. Circa duecento partecipanti, tra loro molti giornalisti, uomini d’affari, artisti e attivisti hanno urlato e rivendicato la libertà d’espressione e la scarcerazione di Anouzla.

Anche in Italia COSPE si mobiliterà chiedendo il rilascio del giornalista, condannando l’accaduto ed esprimendo solidarietà ad Anouzla e la sua famiglia.

Debora del Pistoia, Cooperante COSPE in Marocco