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Marocco 2015: la follia dei propositi

Di Youssef Lahrichi. Al Huffington Post Maghreb (28/12/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Un altro anno volge al termine ed è giunto il momento per i buoni propositi. Quindi elencherò i propositi e le decisioni che sono state prese nel 2015, chiedendomi cosa viene in mente alla gente. In Marocco come altrove.

Comincerei innanzitutto da quelle positive. La decisione più salutare presa quest’anno è quella di Ahmed Lahlimi Alami, direttore dell’HCP [Haut-Commissariat au Plan, organo statistico del Marocco, ndr], che nel 2015 ha finalmente pubblicato i risultati del censimento 2014. L’HCP si è inoltre congratulato di aver potuto censire il 98% della popolazione marocchina, stessa percentuale dei “Sì” al referendum del 2011: coincidenza?

La seconda decisione importante è stata presa da quella stessa maggioranza della popolazione, e cioè rifiutare di vedere sui nostri schermi realtà offensive che si vedono già nella vita di tutti i giorni. Indignazione, dunque, contro Nabil Ayouch [regista del film “Much Loved”ndr] e compagni: violazione dei valori del regno, offesa all’onore della donna marocchina, etc. Stando così le cose, le prostitute e “chi tira i fili” hanno dovuto a loro volta prendere una decisione: lasciar parlare i parlatori e continuare le loro vite come sempre. Decisione più che legittima, visto che la polemica verte sul film, non su di loro.

La cosa particolare con i propositi e le decisioni è che sembrano avere un aspetto troppo allettante. Oppure, non ne hanno affatto. Il Marocco, ad esempio, ha deciso di organizzazione la Coppa d’Africa 2015 invece di inseguire il miraggio del Mondiale. Questo non ci ha impedito di decidere di rinunciare all’ultimo minuto.

Un Paese di matti, direte voi: esatto! È la stessa diagnosi del ministero della Salute. Ed ecco un’altra decisione importante del 2015: il ministro Houcine El Ouardi ha dichiarato che, constatando questa follia generale, la logica vede due opzioni: mettere tutti i marocchini in manicomio, oppure far uscire tutti quelli che sono stati messi in manicomio affinché ritrovino tutti i marocchini come loro. Per delle ragioni meramente logistiche, El Ouardi ha privilegiato la seconda opzione.

Pura follia, dunque, in questo 2015. E il 2016 non si annuncia altrimenti.

Avrei voluto trovare delle parole per motivarvi ad avere e mantenere dei buoni propositi, ma quando vedo che neanche le Nazioni Unite ci riescono, lascio stare e faccio ricorso agli auguri di una Miss Francia, o peggio di una Miss Colombia furibonda: facciamo la pace gli uni con gli altri!

Youssef Lahrichi è un fotografo marocchino.

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Roberta Papaleo

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