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I marocchini denunciano disoccupazione, corruzione e povertà

Marocco
Nonostante gli obiettivi di sviluppo sostenibile, la disoccupazione, la corruzione e la povertà sono ancora una dura realtà per il Marocco

Di Mustafa Qmas. Al-Araby al-Jadeed (07/12/2016). Traduzione e sintesi di Veronica D’Agostino.

L’80% dei marocchini crede che il proprio Paese abbia i requisiti giusti per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, nonostante le proteste contro la disoccupazione, la corruzione, la povertà e la mancanza di pari diritti. Infatti, il 57% ritiene che la politica economica debba mirare a offrire opportunità di lavoro, il 33% pensa che debba concentrarsi sul miglioramento del tenore di vita, mentre solo il 10% crede che questa possa portare alla ricchezza. Questi risultati arrivano da una ricerca nazionale condotta dall’Alta Commissione per la Pianificazione del Marocco e sono stati rilasciati dall’ente ufficiale durante la conferenza stampa di Rabat tenutasi martedì scorso.

Per quanto riguarda il problema occupazione, dalla ricerca emerge che il 41% di loro è favorevole a un impiego autonomo, il 33% preferisce invece lavorare negli enti statali e solo il 5% aspira a lavorare nel settore privato.

La ricerca continua e evidenzia come il 60% dei marocchini sia preoccupato per il cambiamento climatico e i suoi effetti sulle precipitazioni, la temperatura e il livello delle risorse idriche; il 26% pone invece l’attenzione sulla mancata efficienza della pulizia dei liquidi, il 65% sui rifiuti, mentre il resto si è interessato all’inquinamento atmosferico. Inoltre, la maggior parte degli intervistati ritiene che la bolletta dell’acqua e dell’elettricità siano aumentate, anche se gli stessi hanno espresso la loro soddisfazione per la facilità d’accesso a tali servizi. Allo stesso tempo però, le persone hanno richiesto una maggiore cura e manutenzione dei trasporti, degli spazi verdi e dei boschi.

I marocchini non hanno nascosto neanche la loro preoccupazione per la carenza di servizio negli ospedali e nelle scuole. Essi sottolineano soprattutto la cattiva accoglienza, la corruzione imperante nelle istituzioni sanitarie e la debolezza dell’istruzione, anche se l’80% della popolazione ha iscritto i propri figli nelle scuole pubbliche. Un terzo degli intervistati ha poi affermato che la disoccupazione e le droghe alimentano reati come furti e violenza fisica, mentre più del 50% riconosce un aumento della disoccupazione in tutte le istituzioni e i campi, soprattutto nel settore privato.

Il 44% dei marocchini ha inoltre dichiarato di vivere in condizioni di povertà estrema e che l’80% è costretta a chiedere l’elemosina; fenomeno che il 45% della popolazione attribuisce alla disoccupazione, mentre il 33% alla generazione di troppi soldi.

Dai risultati della ricerca, sembra quindi che i marocchini si lamentino e si preoccupino molto della disoccupazione, della fragilità del lavoro e delle difficoltà ad accedere ai programmi sociali; tutti fattori che portano inevitabilmente alla povertà estrema. Tuttavia, emerge un paradosso nella percentuale di persone che sostengono l’uguaglianza di genere tra uomini e donne, dove l’87% rifiuta la parità in materia di eredità.

Moustafa Qmas è uno scrittore marocchino.

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