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Malia Bouattia: la prima musulmana a capo degli studenti in UK

malia bouattia

Di Nabil al-Haidari. Elaph (27/04/2016). Traduzione e sintesi di Letizia Vaglia.

Per la prima volta nella storia della Gran Bretagna una persona musulmana diventa presidente dell’Unione Studentesca Nazionale (NUS): Malia Bouattia, di origini algerine, è riuscita a succedere a Megan Dunn dopo solo un anno dall’inizio della sua presidenza, vincendo le elezioni che hanno scatenato un gran clamore generale.

Diventando presidente della NUS dell’Università di Birmingham, la Bouattia è entrata nella storia della Gran Bretagna. La giovane ha vinto meritatamente il titolo grazie alla sua grande popolarità, guadagnata attraverso le sue note prese di posizione contro la violenza e l’estremismo, e per il suo costante impegno sociale. Tuttavia, queste elezioni hanno scatenato forti controversie a causa delle politiche dell’Unione e le posizioni della nuova presidentessa sull’operato del governo.

“Non sono la sola a uscire vittoriosa da questa sfida, poiché hanno vinto anche tutti coloro che mi hanno sostenuta nella mia battaglia elettorale”, ha dichiarato la Bouattia nella sua prima intervista.

Quest’elezione è sicuramente giunta al momento opportuno: varie università inglesi stanno affrontando sfide significative, prendendo parte al dibattito sulle politiche governative. In questo contesto, i temi più scottanti sono l’estremismo, la violenza, le leggi riguardanti le libertà personali, e ancora altre questioni di primaria importanza, come ad esempio quella dei rifugiati. È noto infatti l’orientamento politico di sinistra di Malia, la quale partecipa a diverse attività a sostegno dei palestinesi e della loro causa, occupandosi anche di temi correlati, tra cui l’austerità del governo e, soprattutto, la questione dei rifugiati. In questo modo la neo-presidentessa si è già guadagnata duri attacchi da parte della lobby sionista e dei giornali israeliani, che la accusano di istigare la violenza e l’odio antisemita. Inoltre, queste posizioni sono condivise anche da molti studenti di Cambridge e Oxford, che minacciano di lasciare l’Unione.

Dal canto suo, la Bouattia ha risposto con grande dignità alle accuse rivoltegli: “Quando avevo sette anni, sono stata costretta a lasciare il mio paese a causa della violenza che lo ha travolto; oggi purtroppo sto assistendo ancora ad atti di feroce violenza che stanno lacerando la mia terra, e mio padre stesso mi è stato strappato con violenza mentre svolgeva la sua professione di insegnante. Quanto si sbagliano quando accostano il mio nome alla violenza! A causa dei media estremisti il mio nome è stato macchiato di fango, poiché mi hanno definito una terrorista che istiga all’odio anti-semita”.

Tuttavia, al contrario di quanto ci si aspetti, questa campagna diffamatoria non ha fatto altro che aumentare la popolarità di Malia, accrescendo il numero dei suoi ammiratori e sostenitori. 

Nabil al-Haidari è un famoso accademico e scrittore iracheno.

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