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“Losing Schalit”, Gaza racconta la sua resistenza

Di Ibrahim Barzak. The Daily Star Lebanon (30/01/2014). Traduzione e sintesi Silvia Di Cesare.

La piccola industria cinematografica di Gaza deve lottare contro le continue interruzioni di corrente o la mancanza di attori professionisti, ma dalla sua parte ha un elemento vincente di cui i produttori sembrano non stancarsi mai: l’eroismo, da una prospettiva palestinese, di coloro che combattono contro l’occupazione.

“Losing Schalit” sarà il secondo lungo metraggio prodotto nei territori assediati dal 2009. Il film, primo capitolo di una trilogia, racconta la storia della cattura di un militare israeliano, Gilad Scharit, da parte di uomini armati alleati con le forze islamiste di Hamas.

Per il governo di Hamas, che ha finanziato il progetto cinematografico, la cattura e lo scambio di Schalit hanno rappresentato una vittoria contro Israele ed ha portato ad un aumento del consenso per il movimento islamico.

Majed Jundiyeh, sceneggiatore e regista del film, ha dichiarato che il suo lavoro è volontariamente politico: “Lavoro per fondare un’industria cinematografica resistente a Gaza, che rispecchi la storia palestinese lavorando con attori palestinesi”. Jundiyeh ha dovuto vedersela con la carenza dei fondi, la mancanza di equipaggiamento e un gruppo di lavoro senza esperienza tecnica. In più ad aumentare la difficoltà è stata la presenza nel testo della sceneggiatura di molte parti in ebraico, lingua per lo più sconosciuta agli attori.

Nonostante il supporto del governo di Hamas, Jundiyeh ci tiene a rimarcare la sua indipendenza: “Non sono Hamas. Sono un palestinese orgoglioso del suo popolo e della lotta nazionale”.

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Roberta Papaleo

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