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Lo Yemen sarà al centro del vertice della Lega Araba in Egitto

Di Ramadan al-Sherbini. Gulf News (26/03/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

La campagna militare a guida saudita contro i ribelli in Yemen arriva giusto in tempo come incentivo alla proposta egiziana per la creazione di una forza panaraba che possa intervenire nelle crisi regionali, secondo gli esperti. Infatti, la proposta verrà probabilmente discussa in occasione del summit della Lega Araba a Sharm el-Sheikh il prossimo fine settimana.

“Alla luce dei pericoli senza precedenti che il mondo arabo si trova ad affrontare, la creazione di questa forza è ormai necessaria” ha dichiarato Mamdouh Abdul Halim, un esperto militare. “Essa può essere basata sul Trattato della difesa comune”, ha aggiunto Halim, facendo riferimento all’accordo sulla difesa firmato dai leader della Lega Araba negli anni ’50, ma che raramente è stato implementato.

El sisi 2014Lo scorso febbraio, il presidente egiziano Abdel Fattah El Sisi, un ex ministro della Difesa, ha suggerito la formazione di una forza araba comune per contrastare la militanza islamista nella regione. La proposta arrivava in seguito ai raid aerei egiziani contro obiettivi nella vicina Libia, dove Daesh (ISIS) aveva rapito e decapitato 21 lavoratori egiziani.

Oggi, il Cairo ha annunciato il suo sostengo “politico e militare” per l’operazione militare a guida saudita attualmente in corso in Yemen contro i ribelli del movimento sciita Houthi. “Ci stiamo coordinando con l’Arabia SAudita e i Paesi arabi alleati del Golfo sulle modalità di partecipazione con forze aeree e navali, nonché terrestri se necessario, nel quadro della coalizione araba”, ha dichiarato Sameh Shukri, ministro degli Esteri egiziano

Lo Yemen, che confina con l’Arabia Saudita, è vista come un’arena di azione per l’Iran. I Paesi del Golfo hanno espresso il loro timore per un eventuale accordo nucleare tra Teheran e Washington, nonostante i tentativi del secondo di rassicurare i suo alleati.

Da parte sua, il segretario generale della Lega Araba, Nabil al-Arabi, ha detto che il summit dei prossimi 28 e 29 marzo si concentrerà sul “salvaguardare la sicurezza nazionale araba”. Secondo il segretario, l’adozione della proposta egiziana dipenderà solo dai partecipanti.

In effetti, non sarà facile raggiungere un accordo rilevante, dicono gli esperti. “In teoria, la proposta egiziana è allettante, perché non lascia spazio all’intervento straniero nelle crisi arabe. Tuttavia in pratica, è difficile che si raggiunga un accordo alla luce delle differenze tra i vari Paesi arabi”, sostiene Salah al-Hadi, specialista di scienze politiche. “Il prossimo vertice probabilmente non riuscirà ad appianare le differenze inter-arabe e nemmeno la sfiducia. Alcuni Paesi arabi temono che una forza panaraba potrebbe essere manipolata per raggiungere obiettivi politici”, aggiunge Hadi.

Sono almeno 13 i leader che di certo saranno presenti al vertice della Lega Araba, tra cui Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Giordania e Tunisia.

Ramadan al-Sherbini è un corrispondete per Gulf News

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Roberta Papaleo

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