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Lo stato dei sunniti in Libano

Di Abdullah Iskandar. Dar al-Hayat (02/12/2012). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

La crisi tra il Movimento del Futuro, la più grande formazione politica dei sunniti in Libano, e il Consiglio Superiore Islamico del Paese potrebbe rappresentare molto più di una mera disputa tra la leadership del movimento e il Gran Muftì della Repubblica libanese, lo sceicco Mohammed Rashid Qabbani. A prescindere dalle accuse personali e politiche reciprocamente scambiate tra le due parti, sembra che tale controversia trovi le sue radici nel ruolo svolto dai sunniti in Libano e nel ruolo che avrebbero l’ambizione di giocare.

I sunniti libanesi si sono trasformati in un’altra delle sette presenti in Libano dopo l’assassinio del Gran Mufti della Repubblica, lo sceicco Hassan Khaled, quando hanno iniziato a percepire di essere catalogati come una setta, sullo sfondo del conflitto che a quei tempi aveva luogo nel Paese. Inoltre, hanno ritenuto che le loro aspirazioni arabe, sia verso l’Egitto che l’Arabia Saudita, non fossero più adatte ad una fase in cui veniva richiesto loro di diventare sostenitori della politica della Siria in Libano.

L’accordo di Taif consacrò la trasformazione dei Sunniti in una setta, insieme con l’assunzione da parte di Rafik Hariri della carica di Primo Ministro, costui difatti aderì completamente alla posizione assunta dalla Siria, forte dei poteri esecutivi che erano stati portati via al Presidente maronita. Con l’esperienza ha capito che tale adesione non ha aiutato i sunniti in quanto setta, ma è stata molto più utile alla strategia siriana – di cui ha scoperto, con Bashar Al-Assad al potere, la natura confessionale, sia all’interno della Siria che nella sua alleanza con l’Iran o nel sostegno a Hezbollah in Libano. Probabilmente è stato il secondo fatto a destare preoccupazione nei sunniti, preoccupazione culminata in una disputa con Damasco, poi nella questione della risoluzione 1559 delle Nazioni Unite, dietro la quale era accusato di esserci Hariri e, infine, nell’assassinio di quest’ultimo di cui è invece è stata accusata la Siria. Nel frattempo, il potere di Hezbollah è cresciuto enormemente diventando il punto di riferimento di molti sciiti mentre alcuni giovani sunniti sono stati allettati dalle chiamate al Jihad.

Con lo scoppio della crisi siriana, la maggior parte dei sunniti si è schierata con l’opposizione al regime di Damasco, al contrario Hezbollah si è allineato apertamente a fianco del regime. In questo modo i sentimenti di persecuzione confessionale tra i sunniti sono aumentati. Il risultato di questo oggi è che i sunniti si trovano tra il Movimento del Futuro, che soffre un cambiamento interno alla leadership, e le chiamate dei fondamentalisti, la cui influenza sta crescendo.

 

http://alhayat.com/OpinionsDetails/458044

Ilaria Antoniello

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