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Lo shaykh Ahmed Assir contro Sayyed Hassan Nasrallah e Nabih Berri.

di Marco Di Donato

Le tensioni in Libano non accennano a placarsi e specialmente quelle riguardanti la comunità musulmana la quale appare costantemente divisa a causa della crisi siriana. Non solo. Il predicatore libanese Ahmed Assir continua a soffiare sul fuoco delle tensioni confessionali accusando Nasrallah e Berri, entrambi leader sciiti, di voler attentare alla sua vita ridurlo così al silenzio. Lo shaykh anti-Hezbollah, così come lo ha definito il Daily Star Lebanon, ha subito un attacco dinamitardo nei pressi del suo sit-in di Sidone convocato per protestare contro il Partito di Dio e le sue “armi illegali”. Delle circa 300 persone presenti al momento dell’attacco nessuno ha riportato gravi ferite. Secondo lo shaykh sunnita “il messaggio è stato ricevuto, ma noi non ci faremo intimidire. Gli attentatori potranno anche essere di Sidone ma i mandanti sono Nasrallah e Berri.”.

Il peso specifico dell’esponente religioso sunnita sembra crescere di giorno in giorno, ma nonostante questo molti libanesi considerano Assir alla stregua di un mero evento mediatico. Secondo una parte dell’opinione pubblica locale, la costante presenza sui media nazionali di Assir sarebbe apertamente voluta da quella parte della politica libanese che intende presentare il Libano come sottoposto a pesanti pressioni estremiste e lo considererebbe nulla più di uno dei tanti predicatori sunniti presenti nel Paese. Al suo rally anti-Hezbollah convocato a Sidone erano presenti fra le 300 e le 600 persone, numeri che non sembrano presentare la figura di Assir come in grado di esercitare una ampia influenza sulla comunità locale.

Infaticabile sostenitore delle rivolte siriane, Assir potrebbe tuttavia potenzialmente divenire un problema di non poco conto non solo per Hebzollah, ma per tutto il Paese. Il 10 Luglio 2012 il Washington Post titolava così un articolo sull’agomento: “In Lebanon, a hard-line Sunni cleric gives voice to deep sectarian tensions”. La sua retorica violenta e la sua aperta ostilità nei confronti degli esponenti politici sciiti potrebbe comportare serie ripercussioni sul piano interno. Il suo, pur non un fenomeno ad oggi incontrollabile, potrebbe via via assumere un peso sempre maggiore all’interno della comunità sunnita contribuendo ad aggravare le già tese relazioni all’interno del panorama musulmano libanese.


Silvia Di Cesare

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