Politica Zoom

L’ipoteca delle elezioni in Yemen

L’opinione di al-Bayan (Quotidiano degli Emirati arabi uniti. 05/02/2012)* – Traduzione di Carlotta Caldonazzo

Quando mancano due settimane alla data fissata per le elezioni presidenziali, in Yemen si registrano scontri violenti tra chi difende questa scadenza e chi vorrebbe differirla. Un incidente tragico e inaccettabile, se si considera che questo paese, appena uscito da una guerra devastante tra sostenitori e oppositori del regime, ha bisogno di una vera riconciliazione che si dovrà realizzare nell’impegno nel progredire verso il superamento del passato e di tutta la sua carica negativa, per consentire allo Yemen e ai suoi cittadini di passare a un’altra fase storica fondando una vera democrazia.

Tuttavia il tempo e le circostanze non permettono di prendersi gioco del destino dello Yemen e del suo popolo, dopo che il paese è quasi sul punto di uscire dalla sua crisi e di recuperare le sue forze uscendo dall’oscurità. È necessario che tutti gli yemeniti agiscano con lo spirito di una sola squadra per costruire il loro presente e il loro futuro, facendo tesoro della consapevolezza acquisita dalle sventure che hanno attraversato, che rischiano di portarli alla catastrofe della guerra civile, al caos, alla divisione , alla disgregazione e a conflitti infiniti.

La data delle elezioni presidenziali rappresenterà uno spartiacque nella transizione verso la democrazia e la fondazione delle istituzioni statali, stabilendo un clima di ottimismo e di speranza in un domani migliore per il popolo yemenita della cultura e degli antichi valori. Oggi è necessario rimuovere tutti gli ostacoli posti da alcune parti per vanificare l’iniziativa del Consiglio di cooperazione del Golfo, sotto l’impulso dei loro interessi particolari che colpiscono la sicurezza e la stabilità del paese.

Questo traguardo sarà possibile solo con la fine a tutte le insurrezioni armate nelle varie città e con la normalizzazione della situazione. Infatti lo Yemen ha bisogno di istituzioni forti ed efficienti che contribuiscano a fondare lo stato di diritto e a imporre la giustizia sociale. Questi due elementi a loro volta contribuiscono a rompere gli artigli degl opportunisti, che commerciano con il sangue degli yemeniti per raggiungere i propri scopi personali.

Tutti devono credere che il cambiamento non può avvenire imboccando il cammino del caos, della distruzione, vanificando gli interessi della gente e ledendo quelli della nazione. Si può attuare soltanto seguendo la via delle elezioni democratiche e libere e attraverso le urne. È necessario pertanto che tutti pongano l’interesse del paese al di sopra di quelli dei partiti e degli individui.

Si va dunque verso le elezioni presidenziali anticipate, che saranno la porta attraverso la quale gli yemeniti si dirigeranno verso il nuovo Yemen che si auspica migliore e verso il moderno stato di diritto. Perciò si dovrebbero unire le forze per fermare tutte le azioni provocatorie che aumentano la tensione, in tutte le loro forme e tipologie. Bisognerebbe inoltre preparare il terreno per lo svolgimento delle prossime elezioni alla scadenza fissata e in un’atmosfera sicura e calma.

*L’articolo rappresenta, in linea di massima, la posizione del Consiglio di cooperazione del Golfo (del quale gli Emirati arabi uniti fanno parte) sulla situazione yemenita, nella quale ha sempre tentato di intervenire in modo più o meno diretto.

Foto: Senza titolo, Gloria Dati, 2009

Fonte:

http://www.almasdaronline.com/index.php?page=news&article-section=11&news_id=28455

http://www.albayan.ae/opinions/our-opinion/2012-02-05-1.1586164


Carlotta Caldonazzo

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