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L’ipocrisia dell’Occidente – l’esportazione delle armi e il profitto prima del diritto alla vita

interessi economici Khashoggi
Gli interessi dell’Occidente vengono prima dei diritti degli arabi

di Amar Hamzawy, al-Quds (15/10/2018). Traduzione e sintesi di Mario Gaetano.

La protezione degli operatori americani nel settore delle industrie degli armi in Medio Oriente rimane la priorità più importante per gli Stati Uniti, rispetto alla difesa dei diritti e delle libertà nella stessa area. Se anche fosse provato il coinvolgimento delle autorità saudite nella sparizione del giornalista Khashoggi, in cima alla lista degli interessi della Casa Bianca rimane la gestione delle ripercussioni questa sparizione e della sua risonanza negli Stati Uniti.

Trump negli ultimi giorni ha parlato senza usare mezzi termini, riferendosi al problema dei diritti umani in Medio Oriente, sostenuto dal suo governo e da quei governi europei che hanno un certo peso in ambito internazionale, i quali non hanno esitato a negare la priorità del profitto sui diritti degli arabi.

I governi americano, francese, britannico, tedesco e italiano hanno esportato armi nei nostri Paesi, assicurando così alle industrie di armamenti contratti generosi con i governi saudita, emiratino, egiziano, del Bahrein e con altri Stati. Per continuare a versare centinaia di miliardi di dollari nelle casse occidentali, presidenti e capi di governo del “mondo civile” tacciono sull’uso delle armi da parte dell’Arabia Saudita e degli Emirati in Yemen, e anche sul deterioramento della situazione dei diritti umani in Egitto, Bahrein, Arabia Saudita e negli Emirati, i quali non hanno impedito al Qatar di firmare contratti per armamenti per ottenere il sostegno dell’Occidente.

Quanto alle altre questioni mediorientali, i governi occidentali negano che le loro armi siano usate per uccidere, reprimere e spaventare il popolo che rivendica il suo diritto all’autodeterminazione, a liberarsi dagli insediamenti coloniali e a liberare dalle pressioni militari i gruppi etnici che desiderano il riconoscimento della loro identità e un governo autonomo, come i curdi a est della Turchia.

Gli occidentali non ignorano le continue guerre d’Israele contro i palestinesi, né fingono di non sapere delle ripetute campagne dell’esercito turco in oriente, bramoso di ricchezze, ma le coalizioni strategiche e gli interessi sulla sicurezza prevalgono rispetto alle asserzioni menzognere che riguardano i diritti umani e le libertà.

Per i dominatori occidentali il sangue dei palestinesi non ha valore, né peso nel diritto alla libertà e alla tutela della dignità umana.

In ultima analisi, le politiche dei governi occidentali non si differenziano tra di loro quando si tratta di esportare verso i Paesi mediorientali armi o tecnologie per il controllo della sicurezza, dei dissidenti e in genere di coloro che hanno opinioni non gradite ai nostri governi. Né sono dissimili le politiche russe e cinesi che inondano i mercati di equipaggiamenti militari economici, e senza che nei loro parlamenti si alzi una voce che chieda di evitare di concedere armi a chi le usa per calpestare i diritti umani e reprimere le libertà.

Nessun valore dunque è dato dagli occidentali al sangue dei nostri compatrioti della Tragedia e nessun diritto è dato agli altri arabi nei Paesi mediorientali, se quest’ultimo contrasta con le esigenze del profitto e degli interessi occidentali.

Amr Hamzawy è uno scrittore, politologo e attivista egiziano.

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