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L’inganno della Russia: dalla Siria allo Yemen

Russia

Di Jasser al-Jasser. Al-Hayat (06/04/2015). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio.

Un anno fa la Russia respingeva il progetto di risoluzione arabo-occidentale in Siria che aveva il fine ultimo di entrare nel Paese e prestar soccorso ai bisognosi. Oggi come allora i siriani non hanno alcuna scelta se non la morte per bombardamenti, torture, barili esplosivi, fame o malattie. Ma a quel tempo la Russia era “cieca”. Dall’inizio dei massacri in Siria, il suo piano umanitario era stato tramutato in rifornimenti di armi e potenze al regime ancora in carica.

Lo stesso sembra avvenire oggi e precisamente in Yemen, quando, verso la fine del mese di febbraio, la Russia accoglieva a Mosca la delegazione degli Houthi, per ragioni alquanto sconosciute. Tuttavia, l’operazione saudita “Tempesta decisiva” sembra nuocere ai suoi piani. Il mondo infatti appare diviso in due fazioni: la prima che sostiene la coalizione araba per una difesa legittima dello Yemen e la seconda che include Mosca e Teheran a vantaggio degli Houthi.

Sia la Russia che l’Iran non aspirano di certo al bene dello Yemen. Entrambi sanno che con la sopravvivenza degli Houthi nel Paese continuerà la guerra civile, alimentando rabbia e ulteriore caos nella regione. E questo permetterà l’espansione iraniana e il mercanteggiamento russo.

Ma il tentativo russo per poter aver efficacia deve concludersi prima in Siria, per lo meno con l’arresto del rifornimento di armi al regime, segnando la fine delle uccisioni di civili, come ha sostenuto anche l’emiro Saud al-Faisal in risposta all’invito alla pace nella regione da parte del presidente russo.

Se vi fossero state buone intenzioni in tale progetto, Teheran avrebbe ordinato di consegnare le armi e di ritornare al dialogo, così come la Russia avrebbe preservato la sua immagine, lasciando i due nemici, gli Houthi e Saleh, i soli responsabili della distruzione delle fonti di acqua ed elettricità e degli attacchi a moschee ed ospedali.

La Russia desta quindi preoccupazione, anche se l’operazione “Tempesta decisiva”, consapevole del pericolo a cui va incontro, sembra essere sicura del suo intento. L’operazione non si fermerà fino a quando non sarà assicurata stabilità allo Yemen e la Russia diverrà il nemico, come già accaduto in Siria. Le stesse operazioni umanitarie che hanno fallito in Siria non salveranno gli Houthi dal declino.

Se la Teheran populista vuole includere Bab al-Mandeb (lo stretto tra la penisola Arabica e l’Africa) nello stretto di Hormuz (nel Golfo persico), la Mosca sovietica vuole connettere la città siriana di Latakia al porto di Aden. Tali ideali si realizzeranno solo tramite barbarie e di certo non saranno queste a prevalere.

Jasser al-Jasser è ex caporedattore per il giornale Al-Sharq.

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Roberta Papaleo

1 Commento

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  • ahahahah… meglio l’isis (Daesh) in Siria e Hadi nello Yemen?? bà…
    Lo sanno tutti quanto siano corrotte Arabia Saudita e Qatar..e quanto siano responsabili di terrorismo (vedi in Libia o altrove nel mondo..) Se nello Yemen è scoppiata una rivoluzione un motivo ci sarà… o si giustificano solo le rivoluzioni Libiche e Siriane?? …Poi non dimentichiamoci chi aiuta i palestinesi e chi invece pensa a fare la bella vita a discapito del popolo…

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